F1 McLaren

Calendario F1, la proposta McLaren: 20 GP fissi e rotazione biennale

Il CEO della McLaren Zak Brown delinea il futuro del calendario F1 proponendo un format a 24 gare, con 20 tappe fisse e 8 in rotazione biennale. Una strategia cruciale per espandere il Circus in 28 mercati globali, assorbendo la massiccia domanda internazionale senza aggravare il carico logistico del paddock.

McLaren: la saturazione del calendario Γ¨ palese

La F1 attraversa un’epoca di espansione commerciale senza precedenti, trasformando l’abbondanza di richieste da parte dei promotori in una complessa sfida logistica. L’attuale limite di 24 GP rappresenta una soglia critica. Un vero e proprio confine oltre il quale la tenuta fisica e mentale dei piloti, dei meccanici e di tutto il personale viaggiante rischia seriamente di cedere.

In questo contesto frenetico, McLaren ha tracciato una rotta chiara per armonizzare la fame di F1 del mondo con le reali capacitΓ  di sopportazione dell’infrastruttura del Circus. Analizzando le prospettive a medio e lungo termine per la massima categoria dell’automobilismo durante un recente incontro con la stampa in Florida, Zak Brown ha reso nota la propria visione.

F1 McLaren
Zak Brown, l’amministratore delegato della McLaren

Secondo lo statunitense, il successo non si misura solo attraverso i trofei conquistati in pista, ma soprattutto mediante la capacitΓ  del sistema sportivo di gestire una crescita strutturale che oggi appare inarrestabile. La dirigenza ha evidenziato come, malgrado le incertezze legate al quadro geopolitico ed economico globale che tutti i settori industriali si trovano ad affrontare, la F1 gode di una salute di ferro.

Brown dice no ai 25 GP

La disciplina sportiva sta rafforzando progressivamente la propria posizione, attirando un numero sempre maggiore di investitori e nazioni disposte a sborsare cifre da capogiro pur di ospitare un fine settimana di gara. Tuttavia, i regolamenti attualmente vigenti, dettati dall’ultimo Patto della Concordia, almeno in linea teorica permettono un’espansione sino alla quota di 25 Gran Premi annui.

Si tratta di un’opzione che dai vertici della scuderia inglese viene categoricamente e fermamente respinta. L’aggiunta di ulteriori tappe fisse, secondo il boss della McLaren, andrebbe ad aggravare un programma sportivo e organizzativo della Formula 1 che si attesta giΓ  su livelli massacranti. E in effetti non gli si puΓ² certo dar torto, se temiamo conto lo scenario.

F1 McLaren
Lando Norris a bordo della McLaren MCL40 a Miami

Un contesto che si incarica di privare i team del tempo materiale per lo sviluppo tecnico in fabbrica e per il recupero delle energie psico-fisiche di tutto quanto il personale a disposizione. Si rende quindi necessaria una frenata sull’aumento numerico degli eventi, puntando piuttosto su una diversificazione intelligente delle location. Questo il consiglio di Zak Brown.

McLaren, il meccanismo di alternanza: 28 mercati e sostenibilitΓ  logistica

La soluzione pragmatica per gestire la pressione internazionale e i lucrosi contratti proposti dai nuovi governi Γ¨ istituzionalizzare l’alternanza dei Gran Premi. Il piano McLaren prevede di blindare 20 gare inamovibili, affiancandovi 8 eventi in rotazione biennale. Questo stratagemma permette alla F1 di presidiare ben 28 mercati in due stagioni, mantenendo l’invalicabile tetto massimo di 24 corse annue.

Questa tendenza Γ¨ giΓ  la nuova prassi: dalla prossima stagione, tracciati storici ma finanziariamente complessi come Spa-Francorchamps e Barcellona inaugureranno la staffetta. Il calendario accoglierΓ  poi rientri strategici confermati: il Portogallo nel 2027, che precede un accordo biennale e la Turchia dal prossimo anno com un contratto quinquennale.

F1 McLaren
Il sorriso di Zak Brown, CEO della scuderia McLaren

Nel frattempo, mercati emergenti ad alto potenziale come Sudafrica, Thailandia e Corea del Sud premono per entrare. Essendo logisticamente impossibile accontentare ogni promoter, la rotazione diventa l’unica via diplomatica e redditizia. Questo approccio evita la svalutazione del prodotto, preserva l’esclusivitΓ  del marchio e mantiene altissimo l’interesse del pubblico locale, che percepirΓ  la gara come un evento raro.

Soprattutto, garantisce la sopravvivenza di un paddock che viaggia pericolosamente al limite del collasso organizzativo e umano. Quello che ha suggerito il manager delle McLaren Γ¨ di fatto il compromesso perfetto tra le ambizioni espansionistiche della proprietΓ  americana e la necessaria sostenibilitΓ  sportiva. Fare qualcosa di diverso sarebbe appesantire un contesto di per se giΓ  troppo carico.

Autore:  Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: McLaren