F1 Ferrari

F1, Ferrari affonda nella Formula Mercedes: mondiale già compromesso?

Qualcuno, su X, ha scritto, poco dopo la gara a Miami, che “questa squadra è un esperimento sociale per costruire resilienza mentale”. Si riferiva ovviamente a Ferrari nella F1 2026. E credo che la frase, tanto lapidaria quanto laconica, sia illuminante. Per tutta una serie di motivi. I tifosi ferraristi hanno, dal 2008, una frase “evergreen” che si è dimostrata assai veritiera: “e anche quest’anno, si vince l’anno prossimo”.

Le cose non cambiano mai a Maranello

Intendono, e intendiamo dire, che dobbiamo dare addio ai sogni di gloria iridata. Ora, se pensate al GP di Miami, dopo 5 settimane di pausa, di sviluppi, di speranze etc etc, era forse legittimo pensare e sperare che qualcosa di positivo potesse vedersi. Ma la Florida ci ha mostrato il consueto campionario di disastri Ferrari, che hanno di colpo annichilito tutte le speranze dei tifosi della Rossa. 

F1 GP Miami Ferrari SF-26
Le due Ferrari di Hamilton e Leclerc nel GP di Miami

E ditemi che non lo avete pensato. Corsi e ricorsi tipici di Maranello e dintorni, dopo una gara in cui si è condensato tutto ciò che rende la Rossa una perdente di lusso, con limiti che talvolta paiono incolmabili. Mentre gli altri vincono. Oltre queste considerazioni, ho un dubbio amletico, per così dire. Cioè, io non sono un tecnico.

Mi chiedo, tuttavia, se le nuove “regole”, decise proprio per questo primo gran premio americano, dopo la serie di critiche e problemi (leggasi sicurezza) delle prime tre gare, non abbiano mostrato, in maniera ancora più cristallina, che qui si tratta fondamentalmente di formula Mercedes. Difatti, sui primi dieci al traguardo, sette sono motorizzati dal team che io amo più di tutti (ovviamente sono sarcastico).

Il peggio motore della griglia? Quasi…

E Ferrari sembra essere quella con il motore più in sofferenza. Un debito di cavalli ed energia non sopperito da quella che sembra una telaistica valida e un’aerodinamica raffinata. E qui si torna sempre al punto. Per dirla con l’amico Piero Ladisa, Ferrari è quella cui “manca sempre un soldo per fare la lira”. Spesso non funziona niente, altre volte si è forti in un “fondamentale” ma deboli in un altro.

Altre volte si fanno errori marchiani di strategia. Per farla breve, manca sempre qualcosa, nella ricetta, nell’amalgama dei componenti, per renderla vincente. E questo rischia di essere un discorso di capacità globale di una squadra nel suo insieme. Spesso lo abbiamo detto, vilipesi o accusati di essere catastrofisti.

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Il santo ADUO che Ferrari attende da tempo

Con L’ADUO probabilmente c’è la possibilità che le cose migliorino. Probabilmente si potrà vincere qualche tappa, non il mondiale. Tutto è possibile, sia chiaro. Ma sino al momento in cui non ci sarà questa taumaturgica nuovo PU salvatrice, intanto gli altri accumuleranno molti punti. Eravamo già dietro Mercedes, ora siamo stati superati da McLaren e RedBull. 

Ora, scusate lo sfogo. Come è stato possibile sbagliare la PU? Perché è il segreto di Pulcinella che si sia dovuti ricorrere a una PU d’emergenza mentre quella originaria saltava al banco. Mi ripeto: come è stato possibile fare un errore di questo genere, tenendo conto che l’anno scorso già ci si era totalmente concentrati su questa stagione fondamentale?

Mi ripeto: come è stato possibile? Perché già ora, aleggia la fatidica frase… “anche quest’anno vinciamo l’anno prossimo”… Con la speranza del cuore di essere smentiti, ma con la razionalità del cervello che ti dice che sarà proprio così.

Vasseur si sta nuovamente “Binottizzando”

Antonelli. Voto: 12. Dio sa quanto io sia felice quando vincono i grigi. Come con una colica renale. Ma se proprio devo ingollare l’amaro calice, è bello che sia Kimi Antonelli ad essere davanti. Non capitava da settant’anni di avere un pilota italiano così forte. E Kimi ha vinto non avendo l’auto migliore. Vedi Russell.

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Kimi Antonelli festeggia sul podio di Miami per la sua terza vittoria in F1

Norris. Voto: 8. Il campione del mondo in carica aveva la possibilità di vincere. Mah… Mah!

Russell. Voto: ossa rotte. Il quarto posto non lenisce certo le botte che sta prendendo dal giovanissimo compagno di squadra.

Piastri. Voto: 7. Gara non entusiasmante.

Leclerc. Voto: tristezza portami via. Le ha provate tutte. Era al limite da qualche giro, e il podio sembrava ad un passo. Non dovrebbe essere così duro con se stesso. E preferisco sempre chi ci prova. In un solo anno Antonelli potrebbe avere all’attivo più gare vinte di Leclerc in tutta la sua carriera (8 vittorie) sino ad oggi. Norris ha vinto 11 gare e un titolo da quanto corre in F1. Piastri ha all’attivo 9 vittorie. Più ci penso più mi viene una mestizia…

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Le due facce di Charles Leclerc (Ferrari) nell’arco del Gp di Miami

Hamilton. Voto: 2025. Sembra tornato quello dello scorso anno. Senza infamia e senza lode. Spettatore ininfluente. Ma questo Lewis può fare la differenza come in passato?

Muretto Ferrari. Voto: sangue. Male, male, male. Pit quasi doppi rispetto agli altri team di punta… allora la frittata è fatta.

Vasseur. Voto: Ma va la! Ora, il nostro curato se ne esce, visibilmente “tirato” con…“Cerchiamo di imparare da ciò che è accaduto”. Oppure: “La Safety Car ci ha distrutto la gara”. Sono dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano. Ho la sensazione che Vigna e il mega galattico stiano cominciando a stancarsi. Fare una figuraccia negli States (primo mercato Ferrari), non è mai bello. Che poi, se davvero si fosse imparato dagli errori degli ultimi anni, come ho letto da qualcuno su X, ora la Ferrari dovrebbe doppiare tutti…

Verstappen. Voto: 7. Qualche errore di troppo per il quadri-campione del mondo. Se Red Bull migliora ancora, ci sarà da divertirsi…

Red bull va vedere di che pasta è fatto un team vincente

PU Red Bull. Voto: Bibitari a chi? È un giorno triste quello nel quale una scuderia che per la prima volta progetta una propria PU, supera una che ha sempre fatto motori. Eppure è successo. Ma, soprattutto, la prima PU “casalinga” targata Red Bull è probabilmente la seconda migliore unità propulsiva del lotto. Mica male! Altro che bibitari…

PU Ferrari. Voto: 5. Ora comincerà la litania per sant’ADUO…

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L’indimenticato Alex Zanardi

P.S: ti verrebbe da scrivere tante cose su Alex Zanardi, ma si rischia di cadere nella retorica trita e ritrita. So solo, per quel che mi riguarda, che è stato un esempio di forza interiore incredibile. E tanto mi basta.

Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi