Spremendo la sua Ferrari, Leclerc agguanta un terzo posto nelle qualifiche di F1 a Miami. Monegasco soddisfatto, pur ammettendo una guida costantemente al limite. La grinta della SF-26 tra i muretti del tracciato non Γ¨ abbastanza: manca velocitΓ sulle rette per lottare al vertice Il risultati riflettono una prestazioni solide, ma condizionata da limiti tecnici della Rossa.
Leclerc attende l’ADUO per cambiare marcia
La sessione ha confermato il pesante deficit di potenza della SF-26, che soffre vistosamente nei tratti rettilinei rispetto ai motori Mercedes e Red Bull. La power unit di Maranello fatica, costando decimi preziosi sul cronometro. Charles ha notato amaramente come gli avversari diretti riescano a inserire un’altra marcia proprio nel momento decisivo della Q3.

Questa differenza di spinta rappresenta attualmente il principale ostacolo che separa il pilota della Rossa da risultati ancora migliori. Frederic Vasseur ha ribadito che il team Γ¨ in attesa del via libera della FIA per l’ADUO per sbloccare finalmente lo sviluppo. Questa autorizzazione permetterΓ ai tecnici di intervenire sulle componenti del motore per cercare di recuperare il gap prestazionale accumulato finora.
L’obiettivo dichiarato Γ¨ mettere Leclerc in condizione di giocarsi davvero la vittoria, eliminando lo svantaggio motoristico che lo penalizza in ogni GP. Senza questo fondamentale passaggio burocratico e tecnico, il potenziale della Ferrari resterΓ inespresso nonostante l’ottimo lavoro svolto sul fronte aerodinamico e telaistico, con gli aggiornamenti portati a Miami che funzionano a dovere.
Charles: serve l’ultimo passo per ottimizzare la Q3
La qualifica di Leclerc Γ¨ stata piuttosto complicata, visto che sono state apportate modifiche all’assetto poco prima della sessione. Questi cambiamenti hanno reso il comportamento della monoposto a tratti strano, con differenze tra una giornata e l’altra. Charles ha dovuto adattarsi a una vettura che non trasmetteva la stessa fiducia del venerdΓ¬, rendendo la guida meno intuitiva.
Nonostante il feeling peggiore, il talento del monegasco ha permesso di sopperire alle incertezze del set-up, blindando un piazzamento comunque di rilievo. Mettere insieme il giro perfetto Γ¨ stato un compito arduo per la numero 16, a causa di una finestra operativa molto ristretta. Fino alla Q2 la Ferrari sembrava poter lottare per le primissime posizioni, ma il salto di qualitΓ dei rivali Γ¨ stato incolmabile.

Leclerc ha poi reso noto che la mancanza di quel guizzo finale in Q3 Γ¨ un problema ricorrente che si trascina dall’inizio dell’anno. La squadra deve ancora trovare il modo di ottimizzare la prestazione assoluta quando il livello della sfida si alza nel finale. Farlo, vorrebbe dire cambiare completamente faccia alle gare che ne succedono.
Seconda fila e incognita pioggia
Durante la Q2, Leclerc ha colpito duramente il fondo contro il cordolo in curva otto. Forte impatto c he non sembra abbia condizionato in modo drastico il risultato finale. SarΓ compito dei meccanici verificare l’integritΓ dei componenti per escludere danni strutturali che potrebbero penalizzare il passo gara. La soliditΓ della SF-26 Γ¨ stata messa alla prova, ma Leclerc Γ¨ fiducioso che la macchina sia rimasta integra.
Guardando alla gara, il terzo posto rappresenta una base di partenza incoraggiante per cercare di impensierire Antonelli e Verstappen lΓ davanti. Gli update hanno fornito riscontri positivi ma serve affinare il tutto per raggiungere la perfezione. Leclerc resta determinato a dare battaglia, sperando che le condizioni variabili possano offrire l’occasione giusta per puntare al successo finale.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Scuderia Ferrari