Harvesting e deployment, sommato ad un giro imperfetto e un’attivazione delle coperture lontana dal livello ottimale: la somma di questi fattori stende la Ferrari nella sprint qualifying di Miami. Nella F1 2026 i dettagli fanno tanta differenza. Lo sa bene Vasseur, che aveva chiesto al suo gruppo di lavoro un’esecuzione pressochΓ© perfetta. CosΓ¬ non Γ¨ stato, ma c’Γ¨ ancora tempo per rimediare iniziando dalla mini gara odierna.
Ferrari: le difficoltΓ nello sfruttare un pacchetto di aggiornamenti comunque molto positivo
Ferrari non sa ottimizzare la SF-26. Gli aggiornamenti hanno in parte contribuito ad allargare la finestra di setup. Assetto che ha subito un ritocco sospensivo durante le FP1 per gestire le altezze da terra sull’asse anteriore. Indicativo il messaggio radio di Bryan Bozzi, che suggeriva al monegasco la possibilitΓ di ritoccare le barre per cambiare le rigidezze della Rossa.
Resta da capire se questo tipo di operazione sia andata in porto o meno. E se così fosse, potrebbe aver cambiato la solidità della monoposto modenese? Non è mai semplice azzeccare i settaggi, specie quando si porta in pista un lauto pacchetto di aggiornamenti e si ha solo 90 minuti per provarlo, dovendo nel mentre scegliere la strada più efficace per costruire la tornata.

Per fortuna non c’Γ¨ piΓΉ il parco chiuso dopo la Sprint Race. Un beneficio che consentirΓ ai tecnici di Maranello di adoperarsi sul setup dopo lo studio al simulatore della notte. Come riportato stamane dalla nostra redazione, Ferrari ha studiato una direzione da prendere che dovrebbe fornire un livello di competitivitΓ maggiore per la seconda qualifica del fine settimana.
Ferrari SF-26: il deployment continua ad essere un problema
Prendendo in esame la telemetria relativa alla Ferrari SF-26, il fatto principale che salta alla vista riguarda il monegasco della Rossa. Leclerc aveva a disposizione una vettura molto forte e competitiva nel primo settore. L’auto italiana offriva tanta spinta verticale nel T1. Anche per quello era evidente come in curva 4 e 5 poteva andare in pieno, mentre Norris Γ¨ costretto ad alzare il piede.

Si nota al contempo anche la differenza di velocitΓ di 9 chilometri orari nella sezione che dalla 4 porta alla 6. Invece, dove Charles perde 3 decimi Γ¨ proprio nella seconda parte del tracciato, distacco che alla fine Γ¨ proprio quello che il ferrarista accusa al termine giro. Ci riferiamo al secondo tratto rettilineo che porta alla 11, dove paga un delta velocistico di 8 chilometri orari rispetto a Lando Norris.

Γ inoltre interessante notare come Leclerc, rispetto al suo miglior tentativo in Q2, Γ¨ 6 chilometri orari piΓΉ lento. Questo significa che lato software c’Γ¨ stato un problema nel deployment. I giri motore della McLaren sono sempre piΓΉ alti considerando i rapporti piΓΉ corti; tuttavia anche in questo caso Γ¨ evidente il gap di potenza che il propulsore del Cavallino Rampante paga su quello Mercedes.
Prestazione imperfetta di Leclerc che non ha ottimizzato il giro
Situazione che invece non si verifica nell’ultima retta, dove Leclerc non ha sofferto gli stessi grattacapi nello scaricare le batterie. Oltre alle gomme che non sono state attivate a dovere (lo stesso Vasseur ne ha parlato, suggerendo come il team doveva indagare), i problemi con il sistema che regola il recupero dell’MGU-K continuano a fare presenza malgrado lo studio di un mese.

A questo si somma lo snap che il monegasco soffre tra curva 11 e 12, sia per quanto riguarda la staccata che per la fase di accelerazione. Va poi detto che, sin dalle prove libere, Ferrari ha meno energia da spendere arrivando con le batterie meno cariche all’ultima curva. Questo non gli consente di avere il medesimo apporto di energia in trazione per affrontare curva 18 e 19 con la massima potenza.
Autori e grafici :Β Zander Arcari β @berrageizΒ βΒ Marco Iurlandino β @marcoiurla