Ferrari è crollata nel momento più importante. Ne abbiamo parlato ieri, analizzando gli onboard della prima giornata di F1 a Miami. Ci sono tanti lati positivi per la SF-26, ma restano alcuni problemi da risolvere per fare quadrato ed estrapolare parte del rendimento. Dopo la mini gara da 100 km, il team potrà ritoccare il setup e lavorare per avere più rendimento nella seconda parte del weekend.
Gli update Ferrari funzionano ma…
Non era scontato, ma per il momento il weekend di Miami sta fornendo i riscontri attesi: Ferrari conferma il nuovo pacchetto aerodinamico: un segnale evidente che il processo di validazione è andato a buon fine e che la correlazione con i dati della galleria del vento funziona correttamente. Tuttavia, questi aggiornamenti non hanno stravolto le prestazioni della Rossa.
Le novità portate in Florida, infatti, erano già in programma da inizio stagione e rientrano nella naturale evoluzione della SF-26. Con questi upgrade, il team non puntava a risolvere le criticità principali della monoposto, che risiedono a livello propulsivo. Il Cavallino Rampante, infatti, mira a colmare in maniera definitiva il gap cronometrico solamente con l’introduzione della nuova power unit.

Per avere questo importante aggiornamento, però, i tifosi della storica scuderia italiana dovranno attendere il mese di giugno, almeno. Questo, tenendo presente che la Federazione Internazionale deve ancora fornire una risposta definitiva sull’ADUO, benché il lavoro della Rossa sul nuovo propulsore sia già iniziato da tempo. Nel mentre arrivano degli aggiustamenti per limitare il drag della vettura.
Ferrari cuce parte dello strappo sull’ibrido ma soffre ancora: gestione gomme Soft da rivedere a Miami
Il layout del tracciato di Miami esalta la trazione e la velocità di percorrenza in diversi tratti. Tuttavia presenta anche due tratti rettilinei dove la vettura italiana accusa oggettivamente delle difficoltà. Il limite principale emerge sull’allungo che unisce le curve 8 e 11, dove si registra un’ingente perdita di tempo sul giro. Questo, tuttavia, non si verifica nel dritto successivo, tra la 11 e la 16.
Un tratto dove tratto squadra riesce a spalmare l’energia del sistema ibrido in maniera molto più efficace. Il discorso cambia radicalmente nella sezione veloce, che richiede un carico aerodinamico elevato e un grande grip trasversale: in questa tipologia di curve, la SF-26 conferma di poter dominare. D’altronde, il pacchetto di aggiornamenti era di natura prettamente aerodinamica.

Update mirati a incrementare l’efficienza mantenendo comunque alto il carico generato. Anche nel tratto più guidato e lento, tra le curve 11 e 16, la Rossa non sfigura affatto, sebbene abbia probabilmente manifestato alcune difficoltà di troppo nella gestione della gomma Soft. Nel complesso, tuttavia, l’equilibrio è risultato piuttosto buono, specie nella prima sessione di prove libere.
Scenario dove la SF-26 è apparsa nettamente più composta e pulita rispetto alla concorrenza. Tuttavia, il bilancio sul giro secco continua a pendere a sfavore della scuderia di Maranello. A conti fatti, i riscontri cronometrici non premiamo la Rossa, che in qualifica paga ancora un distacco di 3 decimi. Un divario che si sta progressivamente riducendo, però.
SF-25: è possibile estrarre maggiore competitività dalla vettura
Il nuovo e ottimo pacchetto aerodinamico permette di “tamponare” con maggiore efficacia i punti deboli strutturali. Nonostante questo cauto ottimismo, Lewis Hamilton è apparso parecchio deluso al termine della sessione, avendo aspettative diverse in termini di feeling con la SF-26. Il sette volte campione del mondo di F1, infatti, specie dopo l’intenso lavoro svolto al simulatore di Maranello, pensava di fare meglio.
Per comprendere a fondo le dinamiche della vettura serve ancora tempo al britannico che, nella giornata di ieri, comunque sia, ha imparato molto anche osservando la telemetria del compagno. Un Leclerc che invece è riuscito a ottimizzare l’handling, sebbene nella SQ3 abbia sofferto una mancanza di grip relativa a un’attivazione delle gomme lontana da quella ottimale.

Pur rimanendo relegata in seconda fila, il bilancio del weekend si mantiene al momento moderatamente positivo. La Rossa ha mostrato un potenziale reale che purtroppo non si è concretizzato appieno. Il lavoro da fare è molto ma, come ampiamente preventivato, l’update aerodinamico non aveva il compito di rovesciare le sorti della vettura: per quel snodo, come detto, si attendono gli sviluppi sul propulsore.
A quanto appreso dalla nostra redazione, il lavoro al simulatore ha definito la strada per estrarre un rendimento assopito dopo gli update. Non è un’operazione semplice, perché capire il comportamento dell’auto con una sola sessione di libere è sempre complicato. Tuttavia, i margini di miglioramento ci sono e la Rossa proverà a metterli in piazza prima della seconda qualifica del fine settimana.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari