La Mercedes W17 evolve la sua aerodinamica per ampliare la finestra di funzionamento in ogni condizione dinamica. Sotto la lente d’ingrandimento: il nuovo avantreno, l’aggressivo fondo studiato per schermare le ruote posteriori e l’inedito lavoro di fino sul diffusore. Un pacchetto mirato per ottimizzare la monoposto e respingere gli attacchi degli avversari che volevano chiudere il gap sull’auto tedesca.
Il lavoro sull’avantreno della W17
Il primo intervento riguarda i profili aggiuntivi e la loro connessione alla superficie interna dellβendplate. Con la nuove evoluzione, gli elementi si ancorano direttamente alla paratia verticale a una quota inferiore per collegarsi direttamente al marciapiede. Con le ali mobili, la progettazione dellβala anteriore Γ¨ diventata molto complessa, dovendo ottimizzare un compromesso tra le due configurazioni.

Parliamo ovviamente delle due modalitΓ introdotte dalla FIA inerenti l’aerodinamica attiva : straight e cornering mode. Mercedes ha modificato anche il dive-plane, assente sulla Ferrari e carenza individuata da Lewis Hamilton: elemento chiave nella generazione dellβoutwash e nel controllo delle turbolenze. Anche il corpo della paratia verticale vede modifiche alla curvatura per cambiare lβintensitΓ del vortice generato.
Mercedes, la ricerca del carico aerodinamico sul fondo
Mercedes ha svolto un lavoro importante sul fondo della monoposto. Il tutto essendo consapevole di poter estrarre un grande vantaggio per recuperare efficienza aerodinamica. Come evidenziato nell’illustrazione, i tecnici hanno deciso di aggiungere degli slot sul pavimento, per mettere in comunicazione la faccia superiore del fondo con quella inferiore.

Davanti allo pneumatico posteriore, che rappresenta un vero e proprio βmuroβ aerodinamico in questa Formula 1, gli ingegneri hanno ricavato nuove geometrie per creare una zona ad alta pressione, fungendo di fatto da schermo per la gomma. Nello specifico, si nota un deviatore verticale incaricato di spingere la massa fluida verso lβesterno dell’auto.
Si tratta di un concetto simile a quello presente sulla McLaren MCL40, sebbene sfrutti un principio di funzionamento che dovrebbe differire sensibilmente. Per di piΓΉ, il bordo dβuscita del fondo si presenta leggermente svergolato verso lβalto: una precisa conformazioneΒ studiata per contribuireΒ alla generazione del carico aerodinamico locale.

Il dettaglio tecnicamente piΓΉ rilevante, tuttavia, si concentra sull’estrattore Mercedes. Osservando la faccia superiore del componente, si notano tre piccoli rigonfiamenti: una conformazione che lascia presagire la presenza di corrispondenti rientranze sulla superficie inferiore. Questa complessa geometria Γ¨ studiata appositamente per innescare dei picchi locali di depressione.
Il provvedimento mira ad esaltare lβestrazione e il carico verticale generato dal fondo. Tali elementi non generano vortici, perchΓ© in questβarea della vettura non ci sono criticitΓ relative al distacco della vena fluida. Occorre inoltre precisare che, in prossimitΓ di questi “bulk”, il fondo presenta un andamento frastagliato che riduce la sezione dell’estrattore.
Red Bull aveva giΓ fatto scuola sul diffusore
Non si tratta di un concetto inedito per il panorama della Formula 1: geometrie simili sono giΓ state esplorate nelle passate stagioni. Osservando le geometrie della monoposto austriaca, di fatti, emerge la medesima soluzione. Questo indica come il diffusore Mercedes rappresenti la naturale evoluzione di un concetto innovativo giΓ esplorato nella stagione 2017.

Le simulazioni sull’importante pacchetto di update introdotto in Canada dalla Mercedes sembra aver soddisfatto appieno i tecnici di Brackley, e in buona parte limato il gap dalla Ferrari nei tratti piΓΉ guidati. Tuttavia soltantoΒ l’analisi dei dati raccolti in pistaΒ potrΓ fornire un quadro definitivo della sua efficacia, anche considerando le difficoltΓ di valutazione all’interno di un weekend sprint.
Autori : Zander Arcari β @berrageiz β Giorgio Piola
Illustrazione: Giorgio Piola Design