La Ferrari SF-26 si rivela piΓΉ competitiva del previsto a Montreal, sfidando la McLaren per il ruolo di seconda forza nonostante il noto deficit di velocitΓ . Il dominio di Hamilton nel primo settore non basta a contenere il ritorno della Mercedes, che grazie ai nuovi aggiornamenti fa la differenza nel T2 e mostra progressi cruciali nelΒ cornering. Il weekend resta comunque aperto, con il limite sulla ricarica ibrida che argina in parte lo strapotere tecnico della W17.
Ferrari ha fatto meglio di quanto pensava?
Ancora una volta, la Ferrari manca l’appuntamento con la concretezza nei minuti decisivi del Q3, confermando unΒ pattern ormai fin troppo consueto. Analizzando i distacchi, tuttavia, il quadro generale appare meno critico del previsto. Nella prima giornata del Gran Premio del Canada, la Rossa ha dimostrato di potersela giocare per il ruolo di seconda forza.
Al momento la McLaren conserva un leggero margine di vantaggio, pur non avendo ancora deliberato la nuova ala anteriore introdotta in questo fine settimana. Lβequazione tecnica della SF-26 Γ¨ ormai chiara: l’auto vanta eccellenti doti diΒ gripΒ meccanico e aerodinamico, ma paga un deficit pesante in termini di velocitΓ di punta. Non Γ¨ una novitΓ per nella F1 2026, purtroppo.

Per questa ragione le aspettative Ferrari per il weekend nordamericano non erano delle migliori. Timori alimentati anche dalle temperature piΓΉ fresche che, storicamente, rischiano di mettere in crisi il Cavallino. Eppure, la narrazione di questa qualifica ha preso una piega inaspettata. La SF-26 si Γ¨ imposta come riferimento assoluto nel primo settore, tenendo il passo della Mercedes nel tratto centrale.
Ferrari: il gap che non ti aspetti nel secondo settore
Il vero tallone d’Achille, come prevedibile, si Γ¨ rivelato il T3. Analizzando i micro-settori, nel T1 Hamilton Γ¨ riuscito a interpretare magistralmente la prima chicane. L’inglese tagliava in modo aggressivo l’ingresso sul primo cordolo, spalancando cosΓ¬ la traiettoria per curva 2 e anticipando significativamente l’apertura del gas. Trovare e mantenere questa linea non Γ¨ stato affatto semplice, perΓ².
Per questo sono arrivate diverse sbavature: la SF-26 era costantemente al limite, palesando a tratti un leggero sovrasterzo in ingresso e qualche fisiologica indecisione nei cambi di direzione. Contrariamente alle apparenze, Γ¨ stato il secondo settore a decidere le sorti di questa qualifica. Il vantaggio di circa due decimi costruito dalla Ferrari nel T1 Γ¨ stato interamente dilapidato nel tratto centrale.

Area della pista dove Mercedes ha fatto la differenza ricucendo lo strappo. Nel T3, il confronto sugliΒ ideal lapΒ parla chiaro: la Rossa ha ceduto ulteriori due decimi (al netto di eventuali giochi di scia). Se la SF-26 fosse riuscita a pareggiare i conti nel T2, il distacco finale sarebbe stato decisamente piΓΉ contenuto, permettendo a Hamilton, nella migliore delle ipotesi, di insidiare Antonelli.
Un risultato che avrebbe avuto un sapore molto incoraggiante, soprattutto considerando un fattore chiave: la W17 si Γ¨ presentata a Montreal con un massiccio pacchetto di aggiornamenti studiato per far compiere un netto salto di qualitΓ alla W17. In sintesi, per la scuderia di Maranello, il bilancio del sabato poteva essere di gran lunga peggiore secondo le attese.
Mercedes si avvicina alle capacitΓ telaistiche della SF-26
Da questa sessione emerge un’ulteriore, fondamentale, chiave di lettura tecnica: Mercedes ha compiuto evidenti progressi nelle fasi diΒ cornering, erodendo il vantaggio che la Ferrari vantava in questo tipo di fondamentale. Questo dimostra che a Maranello non basta cercare la prestazione pura dallaΒ Power Unit, ma serve un lavoro di sviluppo a tutto tondo sulla monoposto.

Nonostante ciΓ², ribadiamo che la SF-26 si Γ¨ confermata molto piΓΉ competitiva del previsto, lasciando accese diverse speranze per la gara. Infine, non va sottovalutato il peso che il limite sulla ricarica massima della batteria ha avuto sul giro secco: un fattore che ha arginato in parte lo strapotere dell’efficienza ibrida Mercedes, da sempre la vera arma in piΓΉ della vettura di Brackley.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz β NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari