Il Gran Premio di Monaco rappresenta la prima autentica opportunitΓ stagionale per la Ferrari, favorita da un layout che azzera i limiti ibridi ed esalta il grip meccanico della SF-26. Per arginare il potenziale inespresso di McLaren e Mercedes in configurazione di massimo carico, risulterΓ tuttavia cruciale il lavoro di fino sul setup. L’obiettivo nevralgico sarΓ deliberare una messa a punto capace di infondere ai piloti la massima fiducia tra i muretti del Principato.
Ferrari: le caratteristiche tecniche della SF-26 a Monaco
Il sesto fine settimana della Formula 1 fa tappa a Monaco. Gran Premio di Monte Carlo che rappresenta per la Ferrari la prima, autentica opportunitΓ stagionale. Tra le stradine del Principato i paradigmi tecnici mutano radicalmente: la potenza, sia quella termica che quella elettrica, assumono un peso specifico marginale in quanto il paradigma cambia notevolmente rispetto a un normale circuito.

Venendo meno il principale limite della SF-26, ci riferiamo alla fase di harvesting e deployment, si attende una fisiologica esaltazione riguardo alle chiare doti telaistiche della vettura italiana. L’auto di Maranello, di fatto, tenendo presente le analisi con la telemetria, potrΓ vantare un livello di aderenza eccellente lungo l’intero spettro di velocitΓ offerto dal tracciato monegasco.
Oltre a una trazione invidiabile, la SF-26 gode di un vantaggio in termini di grip assoluto, sebbene i diretti inseguitori si stiano progressivamente avvicinando, con Mercedes e McLaren che hanno realizzato un sensibile balzo in avanti. Tuttavia va ricordato che l’indubbia superioritΓ della Ferrari in percorrenza di curva non Γ¨ di solito sufficiente a compensare il deficit sui rettifili.

Ma a Montecarlo le zone ad altra velocitΓ di percorrenza si riducono a semplici allunghi. Anche sul fronte ibrido assisteremo a una convergenza strategica: l’erogazione della spinta elettrica sarΓ limitata a pochi punti nevralgici, concentrati prevalentemente prima degli allunghi decisivi, dove scaricare a terra tutta la potenza del motore in maniera adeguata farΓ tanta differenza.
SF-26: l’importanza del setup per conferire confidenza al pilota
Nonostante le ottime premesse, sarebbe un errore imperdonabile dare McLaren e Mercedes per vinte. Il potenziale inespresso di queste monoposto Γ¨ ancora vasto. Sul tracciato monegasco tutti i team opteranno per la configurazione di massimo carico aerodinamico: un banco di prova inedito che svelerΓ il reale limite di aderenza e il bilanciamento di ciascuna vettura in tali condizioni.
Un ruolo cruciale sarΓ giocato dal lavoro di fino sul setup durante le sessioni di prove libere. A Monaco, piΓΉ che altrove, emerge l’esigenza di una messa a punto squisitamente “personale”, capace di infondere al pilota la massima fiducia per sfiorare i muretti. Come sottolineato da Vasseur, l’esecuzione del fine settimana sarΓ dirimente, considerando i distacchi verosimilmente millimetrici.

La pole position del sabato si costruisce a partire dai primissimi giri del venerdì, familiarizzando con ogni tipologia di mescola. Non bisogna inoltre dimenticare che, nel corso degli anni, abbiamo assistito a filosofie di setup molto diversificate; emblematico il caso della McLaren della scorsa annata, capace di bilanciare sapientemente le perdite nei settori in cui la Ferrari risultava inavvicinabile.
La Ferrari dovrΓ pertanto ottimizzare la preparazione del weekend, considerando che l’assenza dell’aerodinamica attiva permetterΓ di concentrare il lavoro su una messa a punto a configurazione statica. RisulterΓ inoltre cruciale l’attivazione delle coperture sul giro secco: fattore determinante per estrarre la massima aderenza meccanica necessaria a fare la differenza tra i muretti del Principato.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz β NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari Β Β