F1 Aston Martin

F1, i problemi al cambio di Aston Martin: attesa per gli aggiornamenti di Barcellona

L’Aston Martin archivia le criticitΓ  di Monte Carlo in F1 per concentrarsi sul severo banco di prova di Barcellona, tracciato che emetterΓ  verdetti inappellabili sugli aggiornamenti. Mike Krack analizza le difficoltΓ  vissute nel Principato tra setup e pit limiter, svelando poi i retroscena tecnici del ritiro di Lance Stroll legato a un’anomalia nella trasmissione.

Aston Martin: la sopravvivenza a Monaco e l’incubo del pit limiter

Il fine settimana di Monte Carlo si Γ¨ rivelato un vero e proprio calvario tecnico per l’Aston Martin, incapace di estrarre la prestazione sperata fin dalle prime battute. Il team di Silverstone si aspettava una monoposto ben piΓΉ adatta alle caratteristiche del tracciato cittadino, ma il cronometro ha raccontato una storia diversa.

Krack ha ammesso candidamente le difficoltΓ , spiegando come il focus del team si sia dovuto spostare rapidamente dalla ricerca della performance pura alla mera sopravvivenza in pista. “Monaco non Γ¨ una gara che si basa sulla prestazione, ma sulla posizione in pista“, ha chiarito il TP. La strategia Γ¨ quella di evitare penalitΓ  in un fine settimana dove l’attenzione ai dettagli ha fatto la differenza.

Un caso emblematico ha riguardato la gestione delΒ pit speed limiter. A causa del nuovo asfalto steso nel Principato e dell’assenza di alcune coperture sui tombini, la pit lane si Γ¨ presentata estremamente sconnessa. I continui saltellamenti della vettura rischiavano di far impazzire i sensori di velocitΓ , esponendo i piloti a infrazioni quasi certe.

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Fernando Alonso a bordo della Aston Martin AMR26 a Monaco

“Abbiamo visto che la corsia box era molto accidentata fin dall’inizio, molto piΓΉ di prima. Eravamo preoccupati per il controllo del limitatore, anche perchΓ© venerdΓ¬ avevamo giΓ  registrato una piccola infrazione“, ha svelato Krack.

Per evitare disastri in gara, Aston Martin ha deliberatamente abbassato la soglia del limitatore, prendendosi un margine di sicurezza di circa 0.5 km/h. Una scelta conservativa, priva di rischi inutili, che ha pagato al termine di una gara caotica, premiando il duro lavoro svolto sia in pista che nelle fabbriche di Silverstone e Sakura.

Il reality check del MontmelΓ² e la veritΓ  sul ritiro di Stroll

Archiviato il Principato, l’attenzione Γ¨ ora tutta rivolta al Gran Premio di Spagna. Barcellona rappresenta storicamente la cartina al tornasole per le ambizioni di ogni scuderia: una pista completa, probante per l’aerodinamica e spietata con le gomme. Krack non usa giri di parole per descrivere l’attesa: “A Barcellona non c’Γ¨ posto dove nascondersi” racconta e poi aggiunge:

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Lance Stroll (Aston Martin) al GP di Monaco dopo il ritiro

“Normalmente Γ¨ unΒ reality checkΒ per il passo gara e per capire dove ti trovi quando porti degli aggiornamenti“. La pressione Γ¨ alta, poichΓ© gli ingenti investimenti di tempo e denaro impiegati nello sviluppo devono tradursi in riscontri immediati sull’asfalto. Per i piloti sarΓ  il weekend piΓΉ duro, perchΓ© il tracciato catalano stressa enormemente il pacchetto vettura e c’Γ¨ poco margine per compensare le mancanze tecniche con il solo stile di guida.

Proprio sul fronte dei piloti, Krack ha colto l’occasione per fare chiarezza sull’incidente che ha estromesso Stroll a Monaco. Il botto sembrava figlio di un errore del canadese o di un’erogazione troppo brusca della Power Unit. La realtΓ  tecnica Γ¨ invece ben piΓΉ complessa e affonda le radici in un problema diΒ drivabilityΒ e di sincronizzazione dei comandi. Durante la corsa, il team aveva chiesto ai piloti di utilizzare le marce piΓΉ basse possibili per ottimizzare le fasi di ricarica e di spinta.

“Continuavamo a dirlo ai piloti, ma loro ci rispondevano che non potevano farlo perchΓ© la guidabilitΓ  non era sufficientemente buona“, ha spiegato Krack. Nel suo ultimo disperato tentativo di inserire la prima marcia per assecondare le richieste del box, Stroll ha avvertito una spinta anomala, definitaΒ kick feeling, che lo ha sbalzato fuori dalla traiettoria ideale.

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Mike Krack, responsabile di Aston Martin

Finito sullo sporco, con le gomme coperte di detriti, l’impatto a muro Γ¨ diventato inevitabile. Sebbene il pilota abbia inizialmente incolpato il motore, le indagini di Aston Martin puntano in un’altra direzione: “Pensiamo di avere molto lavoro da fare sul cambio in futuro, e crediamo che questa possa essere l’origine primaria del problema“.

Autore:  Zander Arcari – @berrageiz  

Immagini: Aston Martin