Che gioia. Che gioia. Che gioia: Hamilton vince con Ferrari. Me lo devo ripetere, anche dopo ore. Anzi è più dolce dopo. Ora, passata l’adrenalina. E allora, eccoci qui. Ancora ancorati e accorati. Lasciateci qualche giorno a rivedere le immagini, a risentire i suoni, a riguardare la gara. A rallentare i battiti nel nostro animo, prima così imbizzarriti. Sempre lì, dove il nostro povero cuore ha stampato un cavallino rampante.
Ci vuole poco, a noi ferraristi, per ritornare all’antico amore. E non si può dire che non si sia fedeli. Noi. Il troppo amore ci porta disperazione. E allora diventiamo severi, senza illusione. Che è la morte del cuore. La nostra amata è una femme fatale, diva bizzosa che t’illude sovente, e poi ti lascia con il cuore dolorante e rovente.

Poi… ecco tornare l’antica magia. L’epifania. C’è chi dice che accada perché si vince così poco. Ultimamente è proprio così, e dirlo non è fuori luogo. Ma davvero c’è solo questo: un bolide rosso un poco anemico in vetta? No… non è solo questo. La magia di Enzo è sempre viva, ed è pronta a riaccendere la fiamma.
Resta il mistero Ferrari di quell’aria, aura e storia. Inimitabile. E ci vuole tanto e poco. Pensa a domenica. I soliti a partire, pensando di andare via a razzo. In mezzo quel mastino che non riescono a distaccare. E quel muretto che s’invita alla festa con una strategia funambolica. Sentore di gloria. Forse un secondo posto sicuro. Poi l’occasione. Che cogli come tante altre volte non hai colto.
E gli altri si accorgono che giochi a poker. Sin da venerdì. E capiscono che forse è troppo tardi. Eppure sono ancora lì. Ma non basta. È l’inizio del martellare che prima odiavamo, quand’era avversario, e ora amiamo. E si torna, nella pista bestiale, che tante volte ha decretato la morte delle nostre speranze. Sì, proprio a Barcellona. La pista perfetta e del nostro lungo digiuno.
E invece, ora non ce n’è per nessuno. Gli alfieri della stella a tre punte vedono la Rossa che diventa un puntino siderale. Ora siamo noi a dettare legge. Fioccano giri veloci. Per loro sembra un funerale. Arriva la bandiera a scacchi. Euforia. I rimpianti si sommano alla gioia. Per noi è quasi sempre così. L’altro alfiere vittima di sé stesso e della sfiga cosmica.

Quella manciata di potenza che ci manca. Il Re nero che si fa venire incontro la fortuna. Noi, vecchia tempra di cuori impavidi, anche nella disperazione, Siamo sempre qui. Non sappiamo cosa sarà il domani. Ma è così dolce il sapore della vittoria. Che ci viene da sperare che non sia solo una pallida estate. Ma una gioia furente, quella che ti prende e non ti molla.
E allora, che sia davvero ben riposta o no, questa speranza. Lasciatecela un pochino. E per il resto, almeno che ci sia tanta baldanza! Non lasciate che questo sia un urlo di gioia isolato. Fate di tutto per tenere acceso questo boato. Forza Ferrari!
Hamilton super guida la Ferrari alla vittoria assoluta
Hamilton. Voto: Masterclass Ci credeva e lo ha detto. Lewis sapeva qualcosa che noi non sapevamo. Va benissimo così. A me questo bollito piace così tanto, ora, che ne farei una monodieta.

Leclerc. Voto: disperazione. Errore pesante di Charles sabato, evitabile e inutile. Gara rovinata. Poi arriva pure il mesto ritiro. Riprenditi, perché tu sei unico. E la Ferrari ha bisogno di te.
Antonelli. Voto: super. Svernicia, di nuovo, Russell, il nostro. Purtroppo poi arriva il black out. Ma, signori, in uno scontro alla pari, ora come ora George è destinato a soccombere.
Toto Wolff. Voto: replay. Ma che bello vedere Totone così tirato, sin dal sabato… Sarà quasi impossibile. Ma questa replica mi piacerebbe vederla tante, tante volte
Russell. Voto: 7. Capitalizza. Gli va di lusso. Ma ormai sa bene contro che mastino s’è messo…
Vasseur. Voto: Chapeau. Ora, io qui ho criticato Frederic per tanti motivi, e qualche dubbio lo abbiamo ancora. Ma il lavoro tecnico svolto dal suo team, annata 2026, è davvero eccellente. Purtroppo latita il reparto motoristico.
SF-26. Voto: 9 e mezzo. Monoposto che ha tanti pregi, ma a cui manca cavalleria. E speriamo che non sia questo, alla tara di tutto, l’elemento che ci farà rimpiangere ferocemente questa stagione se, alla fine della fiera, non arpioneremo nulla.
McLaren. Voto: senza infamia e senza lode. Ci si aspettava molto di più dal team campione del mondo in carica.
Alonso. Voto: regista perfetto. A sua insaputa.
Aston Martin. Voto: disperazione senza fine.

Poesia e F1. Voto: Esiste. La F1 e la letteratura, fidatevi, hanno molto più in comune di quanto si pensi…
P.S.: di San Aduo parleremo un’altra volta, lasciatemi ancora un poco gioire…
Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi
Immagini: Flop Gear