GP Belgio: un fine settimana di F1 che per la Ferrari si trasforma in un rammarico. La ragione? Avere la vettura più preparata a livello di handling e velocità in curva e non poter lottate per la pole position. I motivi sono conosciuti ma a Spa, rispetto a Silverstone, non c’è stata la possibilità di ottimizzare il giro per via della valore in percentuale della top speed. Vediamo di capire meglio pecche.
Il lavoro della Rossa e le idee di setup per la SF-26
Nella notte tra venerdì e sabato Ferrari ha lavorato intensamente al simulatore per trovare un setup che facesse rendere al meglio la monoposto. È molto probabile che gli ingegneri si siano concentrati principalmente su due aspetti: sbloccare il potenziale nel settore centrale e ottimizzare le mappe di carica e scarica dell’energia elettrica, un fattore che gioca un ruolo cruciale su questo circuito.
Nelle ultime prove libere, la Scuderia ha continuato a girare per validare le modifiche apportate all’assetto. Nel corso delle FP3, Leclerc ha affinato ulteriormente la messa a punto, intervenendo sul posteriore della sua SF-26. Stando alle sue dichiarazioni, era emerso un “problema che nelle FP3 è peggiorato moltissimo”, risolto poi proprio grazie a queste regolazioni.

Si è trattato di un lavoro che ha richiesto più tempo del normale e che ha comportato la rimozione dell’ala posteriore. Potrebbe quindi non essersi limitato a sole modifiche sospensive, ma aver coinvolto anche il bilanciamento dei pesi tra anteriore e posteriore. Oppure, per avere un’altra ipotesi comunque credibile, possiamo parlare di un intervento ancor più particolare e inusuale.
Ferrari: i limiti della SF-26 a Spa-Francorchamps
Dal punto di vista dell’handling, la vettura è risultata leggermente meno stabile rispetto alla giornata di ieri. I tecnici potrebbero aver ridotto ulteriormente l’incidenza dell’ala posteriore per cercare di recuperare qualche prezioso punto di velocità di punta. In ogni caso, la SF-26 si è confermata superiore alla Mercedes in fase di percorrenza.
Ciò nonostante, i due piloti hanno spinto la vettura al limite per massimizzare la posizione in griglia. Nella venerdì, avevamo spiegato come la Ferrari puntasse a bilanciare le perdite in rettilineo minimizzando i tempi nel settore centrale. Trattandosi del tratto più guidato della pista era senza dubbio il più congeniale alla SF-26.

Ma in qualifica, tuttavia, la Rossa ha spalmato le perdite lungo tutti e tre i settori. Nei primi due, il distacco è stato abbastanza contenuto, con Hamilton che è riuscito a ottimizzare questi tratti meglio di quanto abbia fatto Leclerc. Mentre nel terzo settore, Charles è stato più rapido di un decimo. Proprio in questa zona si è accusato il distacco maggiore.
F1, GP Belgio: Ferrari non sfrutta i suoi punti forti
In termini di speed trap, il gap si aggira tra i 2 e i 4 km/h di velocità massima. A Maranello hanno lavorato molto su questo aspetto, ma è sembrato che la Mercedes avesse più energia a disposizione. Sappiamo che la monoposto modenese si è concentrata sul deployment dell’energia per provare, almeno in parte, a limitare le perdite date da un sistema ibrido non all’altezza della situazione.
La strategia di scarica della batteria è cruciale nel tracciato belga, specie se teniamo presente i vari punti in cui risulta utilissimo poterne usufruire. Il tempo sul giro è estremamente sensibile alla strategia di erogazione e ai punti in cui si soffre, inevitabilmente, di super-clipping. Ed è per questa ragione che la W17, in tutti gli allunghi, è riuscita a recuperare il terreno perso.

Lo ha fatto andando a sviluppare qualche punto di velocità in più in vista della staccata successiva. Questa è la ragione per cui l’auto italiana non è riuscita ad accumulare un margine di vantaggio nel tratto centrale, come invece era nei piani originali, e in qualche modo limare il deficit del motore. In questa pista, a differenza di Silverstone, le velocità di punta sono più vantaggiose.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv