Il sistema ibrido preoccupa la Ferrari. GP Belgio, decimo round della F1 2026 dove la Ross parte a razzo sul tema setup, con una SF-26 molto stabile e capace di fare la differenza con il suo telaio. C’Γ¨ un perΓ², sempre lo stesso: la capacitΓ di generare e spendere energia non Γ¨ all’altezza. Per questo serviva un lavora per efficientare il deployment nella seconda sessione di prove libere.
Ferrari sperimenta una diversa spinta ibrida
Senza perdere tempo, le due SF-26 scendono immediatamente in pista non appena il semaforo diventa verde. Come per la prima sessione di prove libere, anche in questo caso ecco le Pirelli a banda gialla. Gomme Medium per continuare lo studio sulla vettura e massimizzare l’handling. Le condizioni sono buone: il vento Γ¨ invariato e la temperatura della pista Γ¨ scesa di 4 gradi.
Solito lavoro per attivare le mescole e via con il giro veloce in questa prima sgambata in pista. Il primo dato interessante riguarda il motore: si nota, infatti, che in diverse zone del tracciato i piloti scalano una marcia in piΓΉ e alzano leggermente il piede dall’acceleratore. La ragione Γ¨ piuttosto chiara: recuperare energia senza perdere troppo in termini di rendimento.

Durante i giri di cool down arrivano i soliti consigli: in questo caso si parla di traiettoria, velocitΓ di inserimento e percorrenza, senza dimenticare i suggerimenti su come e dove azionare i toggle dietro al volante per richiamare le configurazioni pre-mappate e migliorare la rotazione. I ferraristi ne prendono atto e, dopo aver raffreddato le mescole, ripartono.
Il seguente tentativo ricalca bene o male il primo. Ora, rispetto alle FP1, si nota una differenza piΓΉ marcata relativa alla power unit. La Ferrari pare abbia modificato la ripartizione dell’energia ibrida, sacrificando il T2 per non perdere troppo negli altri due settori. Gli esperimenti sono in atto: un puzzle da decifrare al meglio per trovare l’equilibrio piΓΉ efficiente.
Ferrari comprende le difficoltΓ legate all’ibrido
Vale la pena sottolineare che, con le Medium, nessuno dei ferraristi Γ¨ riuscito a chiudere un giro pulito: traffico e qualche sbavatura hanno limitato i riscontri cronometrici, tempi che fino a questo momento Γ¨ meglio prendere ancora con le pinze. C’Γ¨ poi un dato di fatto: specie con Hamilton, la SF-26 raschia vistosamente l’asfalto nell’importante cambio di pendenza dell’Eau Rouge.
Scenario che non preoccupare Lewis che sente comunque la vettura molto stabile. Tuttavia, dobbiamo ricordare che il consumo del pattino va tenuto sotto stretto controllo specie in vista della gara. Ragione? Non incorrere in un consumo eccessivo e rischiare penalitΓ . Una pausa all’intero del garage che non dura molto, per poi tornare in pista con le gomme Soft.

Il bilanciamento della monoposto italiana Γ¨ sempre molto buono, ma la fase di scarica nel primo settore si fa sentire. Sono gli stessi ingegneri di pista che lo confidano in radio, sottolineando come la SF-26 perda piΓΉ di due decimi nel T2 proprio nella fase di deployment. Il setup Γ¨ molto buono, ma spingendo al massimo emergono problemi di sovrasterzo alla 14.
Quando la coperta Γ¨ corta si cerca di dare il massimo: tuttavia, spingere piΓΉ del necessario in ingresso e a centro curva, fa si che il pilota si avvicina molto al il limite dell’auto. Serve una guida perfetta, quindi, per non commettere sbavature e perdere giΓ tempo di quello che si cerca di recuperare: Γ¨ un po’ questo il “dramma” della Ferrari.
F1, GP Belgio: il deficit della SF-26 c’Γ¨ Γ¨ resterΓ tutto il weekend
Anche il secondo run va in archivio per passare alle prove con tanta benzina a bordo. In questo caso, la simulazione high fuel Γ¨ speculare per quanto riguarda le gomme, con i ferraristi che montano le Medium. Un paio di tornate ed Γ¨ subito bandiera rossa: l’Alpine di Gasly finisce a muro alla curva 13 e la sua auto ne esce pesantemente danneggiata. Per fortuna, il pilota non riporta alcuna conseguenza.
Oltre all’auto, in pista ci sono molti detriti e non basterΓ di certo qualche minuto per ripristinare le normali condizioni dell’asfalto e delle barriere. Come era facile prevedere, la sessione riparte quando mancano meno di due minuti al termine, uno scenario in cui si ha giusto la possibilitΓ di realizzare delle prove di partenza, sempre molto utili. In chiusura, due parole sulle aspettative della Rossa.

Rispetto a Silverstone, dove i tratti rapidi non mancano ma c’Γ¨ una piΓΉ concentrazione di curve, a Spa la SF-26 soffre molto di piΓΉ la fase di scarica della batteria. I test sull’ibrido ci sono stati, ma la natura del circuito non lascia scampo alla Rossa: non si puΓ² far sparire o nascondere il deficit come in Inghilterra. Contesto che, Γ¨ ovvio, puΓ² penalizzare fortemente la Ferrari per tutto il weekend.
Autore: Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari β F1Tv