Nel recente weekend di F1 a Silverstone, le dichiarazioni dei piloti Ferrari non celano alcuna contraddizione, ma rivelano la lucida evoluzione del setup della SF-26. Hamilton ha tracciato la rotta iniziale distaccandosi dai dati del simulatore, fornendo una solida base adottata da tutto il box. Leclerc ha poi sfruttato magistralmente questo assetto, adattandolo al proprio stile di guida attraverso micro-regolazioni mirate che hanno definitivamente sbloccato le prestazioni dell’auto.
Le dichiarazioni dei ferraristi sono contrastanti? Per nulla…
Durante il fine settimana del Gran Premio di Silverstone, ascoltando come sempre le parole dei due ferraristi in maniera molto attenta, Γ¨ sorto spontaneo chiedersi cosa sia realmente accaduto all’interno dei box del Cavallino. Il tutto incrociando le dichiarazioni rilasciate e le informazioni raccolte tra l’analisi dati tramite la telemetria e il comportamento della SF-26 negli onboard.

Da tutto questo emergono dinamiche ben precise, sebbene sia alquanto comprensibile come nella mente degli appassionati possa essersi creata una certa confusione. Nei giorni scorsi abbiamo illustrato come, forte della sua sensibilitΓ di guida e della grande esperienza ventennale nella massima categoria del motorsport, Lewis abbia intrapreso una strada alternativa per ilΒ setup.
Una mossa che di fatto ha previsto il discostarsi dai riscontri forniti dal simulatore. Questa messa a punto Γ¨ stato poi adottata da entrambe le monoposto nella giornata di sabato, come rivelato dallo stesso pluricampione inglese durante la conferenza stampa domenicale. Tutto questo alla presenza del suo compagno di squadra.
Sabato, Charles aveva a sua volta spiegato le modifiche al suo setup; pariamo di interventi che gli hanno permesso di sbloccare definitivamente il potenziale della SF-26. Il monegasco ha tenuto a precisare che si trattava di correzioni di lieve entitΓ . Stamattina abbiamo analizzato il tutto nei dettagli, scendendo nei dettagli di natura tecnica adottati sulla Ferrari numero 16 dal monegasco.

Supportati dalle interviste ai piloti, dalla telemetria e dalle ripreseΒ on-board, il quadro appare nitido e privo contraddizioni tra i due alfieri della Rossa. Va sottolineato che non Γ¨ nostra intenzione, in alcuna maniera, attribuire meriti specifici all’uno o all’altro pilota; l’obiettivo Γ¨ unicamente ricostruire la logica oggettiva dietro lo svolgimento dei fatti nel box della Rossa durante il weekend.
Ferrari: chiarezza sulle scelte di setup e sulla direzione intrapresa da Charles
A tal proposito, possiamo affermare che Lewis si Γ¨ presentato a Silverstone con la configurazione in cui credeva di piΓΉ; mentre Charles, di base, Γ¨ sceso in pista con la messa a punto teoricamente ottimale deliberato al simulatore. Al sabato, il monegasco Γ¨ poi passato alle scelte di Lewis, che si stavano dimostrando molto piΓΉ efficaci per il tracciato inglese.
Una pista che, tra l’altro, il britannico conosce a menadito: Γ¨ quindi del tutto fisiologico che abbia saputo indicare una rotta piΓΉ promettente rispetto a quella suggerita dai calcolatori. Sempre nella giornata di sabato, Charles ha deciso di applicare ulteriori piccoli ritocchi per affinare al massimo la messa a punto. Una mossa che si Γ¨ rivelata vincente rendendolo piΓΉ rapido del compagno.

Come esaminato proprio nel corso della mattinata, non parliamo di uno stravolgimento delΒ setupΒ vero e proprio, ma di una micro-regolazione dei parametri del differenziale fortemente voluta dal pilota monegasco. In estrema sintesi, Charles ha certamente sfruttato la base meccanica individuata da Lewis, per poi cucirsela addosso adattandola al proprio stile di guida attraverso modifiche mirate.
Al di lΓ delle dichiarazioni ufficiali, non possiamo sapere con assoluta certezza se vi siano state variazioni aggiuntive a livello sospensivo che lo abbiano allontanato ancora di piΓΉ dall’assetto del compagno. Questo, ad oggi, Γ¨ il quadro completo che emerge unendo i puntini del fine settimana di Silverstone che ha portato a Maranello la seconda vittoria dopo quella di Hamilton a Barcellona.
Il piano della Rossa per continuare a progredire Γ¨ tracciato
Un lavoro sinergico che sarΓ peraltro portato avanti pure nei prossimi Gran Premi della stagione, tenendo presente che ambedue gli alfieri della Rossa, senza invidie alcune, gli abbracci e gli innumerevoli complimenti lo confermano, hanno tutta l’intenzione di continuare a spingere verso l’alto la Rossa. Manca perΓ² ancora qualcosa? Decisamente sΓ¬.

Ottimizzare il rendimento spinge la monoposto di Maranello: ogni dettaglio puΓ² fare davvero tanta differenza. Tuttavia, servono altri fattori per nutrire in modo credibile la lotta al vertice. Il primo Γ¨ continuare la strada sugli update con aggiornamenti mirati. Il secondo Γ¨ la necessitΓ di aumentare potenza ed efficacia della power unit. Ci sono ancora 13 GP dove puΓ² succedere di tutto.
Autore: Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari β F1Tv