Nonostante il successo ottenuto in F1 dalla Ferrari SF-26 di Charles Leclerc a Silverstone, complice i problemi di Kimi Antonelli, l’attenta analisi del passo gara e dell’efficienza nella gestione gomme ribadisce un fatto cruciale: la superiorità tecnica della Mercedes W17 sulla lunga distanza resta saldamente il punto di riferimento assoluto. Serve uno balzo importante sul motore.
Mercedes resta regina sul passo gara
La superiorità della Mercedes resta indiscussa sulla lunga distanza: è senz’altro questo il fattore più importante che emerge dal fine settimana britannico. La Ferrari ha nuovamente ottimizzato tutto il potenziale della SF-26, anche se a sprazzi. Charles lo ha fatto domenica, Hamilton tra venerdì e sabato, per poi perdere un po’ di feeling che gli è costato caro nella gara.
Vanno fatti tanti complimenti al team di Maranello, tutto assolutamente vero. Ciò nonostante, va riconosciuto che anche a Silverstone, come accaduto in parte a Barcellona, l’estremo impegno della scuderia italiana ha incontrato le opportunità. Subentra anche la fortuna, quindi, che in questo caso ha aiutato Charles Leclerc a vincere il Gran Premio.

Il ritiro di Antonelli ha chiaramente spianato la strada verso la vittoria. Kimi aveva le gomme più fresche di 10 tornate e un passo davvero super: per questo, con molta probabilità, il trionfo del pilota monegasco difficilmente si sarebbe concretizzato. Questo considerando che, oltre al discorso legato al grip superiore, le fasi di harvesting e deployment Mercedes sono nettamente superiori.
Ferrari SF-26, i dati non mentono
Già nel primo stint su gomma Media, Antonelli era mediamente più veloce di quasi due decimi rispetto alla vettura di Leclerc. Questo pur avendo percorso, appunto, ben dieci tornate in più con la medesima mescola Medium con la quale i due hanno preso il via del Gran Premio di Gran Bretagna. Un segnale inequivocabile del ritmo superiore che poteva avere la W17 nei confronti della SF-26.
Passando alla mescola Hard, nei giri percorsi prima dell’ingresso della Safety Car, causata dal testacoda di Max Verstappen con ritiro annesso, il giovane pilota bolognese della Mercedes si è dimostrato in media molto più rapido. I dati parlavano molto chiaro: un gap sempre superiore al secondo. Facendo una media di questi passaggi, parliamo di 1,2s al giro più rapido della Ferrari.

Una differenza chiaramente data dalle gomme più fresche di Antonelli, ma pure dal ritmo puro che la W17 è in grado di mantenere sulla lunga distanza. Il tutto grazie alla super power unit che sa gestire l’energia ibrida in maniera pazzesca. La differenza è parecchio marcata; la prima deroga ADUO della FIA usata dalla Rossa non ha di certo risolto questo problema.
Ferrar F1: motore e gomme: focus per migliorare ancora
In termini di performance, al netto dei differenti punti di forza delle due monoposto, sul giro secco la Ferrari è spesso in grado di riproporre il medesimo livello di competitività della Mercedes. Un dato che emerge chiaramente dall’analisi delle ultime qualifiche. Sulla lunga distanza, però, la dinamica della F1 cambia e la vettura di Brackley si conferma ancora molto superiore.
Oltre alla faccenda del motore, oramai nota da inizio stagione, c’è anche la questione legata alle mescole. Rispetto al 2025, la Rossa ha realizzato un salto in avanti importante su questo fondamentale. Tuttavia, capita che la Mercedes sembri più preparata. Per gestire in modo ottimale le coperture, è fondamentale mantenerle nella finestra di funzionamento per il maggior tempo possibile.

Riuscire a stabilizzare la gomma nel giusto range termico dipende da molteplici variabili, quali le caratteristiche della vettura, lo stile di guida dei piloti, la messa a punto e i fattori ambientali. Sotto questo aspetto, Mercedes si dimostra più permissiva e costante in diverse occasioni. Il passo di Antonelli con gomme più vecchie ne è la prova lampante.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari