F1 GP Belgio Ferrari SF-26 Leclerc GP Ungheria

F1, GP Belgio Fp3: Ferrari non può nascondere i problemi del motore

La Ferrari ha testato i propri limiti nel GP del Belgio. In questo 10° round di F1, il team di Maranello ha capito che la SF-26 non può fare miracoli per cancellare il deficit di cavalli della power unit. Per questo ha deciso di adottare una strategia mirata a recuperare, almeno in parte, il tempo perso. Come? Ottimizzando il secondo settore e sfruttando l’elevato livello di carico aerodinamico a disposizione. Sarà sufficiente?”

Ferrari prosegue i test sull’ibrido

Passa qualche minuto prima che le Rosse abbandonino la pitlane e scendano in pista. Il primo è Hamilton con le coperture Pirelli cerchiate di rosso, scelte per testare immediatamente i ritocchi apportati al setup. Durante l’outlap arrivano diversi cambi di mappatura sulla power unit. Stessa cosa per rotazione e impianto frenante. Sull’ultima curva si inserisce la mode push e si parte.

Curva 1 non è perfetta, dove l’inglese è costretto ad aprire la traiettoria. In questo caso sembra più un errore di traiettoria e non di sovrasterzo. A conferma arriva un team radio di Lewis che riporta un piccolo livello di sottosterzo. Per il resto il giro è piuttosto pulito. Poco dopo arriva la volta di Charles Leclerc, pure lui con le Soft, che si prepara per testare la SF-26 numero 16.

F1 GP Belgio Ferrari SF-26 Leclerc
Charles Leclerc sfreccia all’eau rogne bordo della Ferrari SF-26 nelle Fp3 del Belgio

Nel frattempo arrivano le correzioni sull’handling per il britannico, suggerimenti per fare meglio dopo il passaggio che Lewis si prende per raffreddare le coperture. E in effetti il crono si abbassa di ben 6 decimi. Hamilton pare contento e incassa i complimenti di Carlo Santi prima di tornare in garage. C’è poi Charles che invece si trova ora a un secondo dal compagno.

Bozzi spiega a Leclerc le prestazioni del compagno e come ha usato il deployment. La novità è che sino ad ora Lewis è il più rapido nel T1. Il monegasco chiede lumi per capire se si tratta solo della sua guida o c’è dell’altro: nel mentre si lancia ancora. Il suo giro è molto preciso, senza correzioni. Migliora, ma resta a sei decimi dal tempo del sette volte campione del mondo di F1.

GP Belgio, Leclerc cerca una quadra che non trova

È interessante una comunicazione radio sulla numero 16: Charles chiede quanto ha perso nel suo secondo giro sulle rette. La risposta è molto indicativa: ben 6 decimi. Poco dopo effettua un passaggio extra cambiando alcune mappature e accorcia ancora di 3 decimi il ritardo dal tempo di Lewis. Tuttavia non è contento, sostenendo di guidare due macchine diverse con questi cambi.

Nel frattempo, Lewis torna in pista sempre con le Soft, dopo una breve sosta e un rabbocco di carburante, per lanciarsi in una mini simulazione del passo gara con la sua vettura. Anzitutto, diciamo che in modalità gara pare sia complicato gestire l’ibrido. A livello di handling la SF-26 risponde molto bene, ma l’amministrazione dell’energia è davvero difficile.

F1 GP Belgio Ferrari SF-26 Leclerc
Charles Leclerc guida la Ferrari SF-26 nelle FP3 di Spa

Dopo poco viene anche chiesto all’inglese di “salvare” di più le gomme per non accelerare la fase di degrado naturale dello pneumatico. Non è facile dare un commento sui tempi: possiamo dire che per ora sembrano più bassi di quelli di ieri, in media. Lewis termina lo stint di 7 tornate e rientra ai box, mentre Leclerc torna in pista: lo fa con le Soft usate nello stint precedente.

In questa sosta piuttosto lunga, i meccanici del Cavallino Rampante hanno lavorato sul posteriore della sua vettura, smontando addirittura l’ala posteriore. Charles snobba le prove high fuel e non migliora il suo crono. Resta in pista e continua a girare con un programma specifico: non cercare il tempo ma testare l’auto con diversi approcci per capire come andare il più forte possibile.

Ferrari si arrende alla power unit: SF-26 troppo lenta sulle rette

Nel frattempo Hamilton torna in pista: realizza un giro spinto con le gomme Soft nuove. Scenario in cui si becca 4 decimi da Kimi Antonelli, il più veloce in pista. Carlo Santi gli fa sapere che deve essere più rapido all’apice delle curve 14 e 16 e, ovviamente, migliorare l’ultima curva, dove lui stesso ammette di aver commesso un errore di valutazione nella traiettoria. Lewis raffredda le coperture e ci riprova.

Nel suo tentativo spinge troppo, però, e nel cambio di direzione 12-13 perde il posteriore. L’auto schizza verso l’esterno e il contatto con le barriere danneggia il posteriore della sua SF-26. Ed è proprio quello che dicevamo ieri: quando c’è un deficit sulle rette si cerca di avvicinarsi il più possibile al limite, scenario dove l’errore è sempre dietro l’angolo.

F1 Ferrari SF-26 Hamilton GP Belgio
Lewis Hamilton guida la Ferrari SF-26 nelle FP2 del Belgio

Al netto di questo problema, è evidente che la Rossa non riesce a coprire il deficit di potenza e non le resta che soffrire. Nella prossima sessione, la qualifica, i ferraristi dovranno dare il massimo sul giro secco per provare in qualche modo a mascherare i limiti motoristici della vettura italiana. Questo, considerando che durante la gara sarà impossibile farlo.

Autore:  Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv