GP Olanda: unβaltra qualifica deludente per la Ferrari in F1? Decisamente si. Sul circuito di Zandvoort, la scuderia di Maranello non riesce a fare meglio di un quinto e di un sesto posto. A livello di prestazione pura, Γ¨ chiaro come il pacchetto della SF-26 non fosse allβaltezza dei principali competitor. In media, la McLaren Γ¨ riuscita a estrarre 1,5 decimi in piΓΉ di passo rispetto alla vettura italiana.
Che è successo alla Rossa dal venerdì al sabato?
Lo ha fatto “costruendo” un setup piΓΉ efficace e allo stesso tempo Γ¨ stata piΓΉ brava a far funzionare gli ultimi aggiornamento introdotti. Γ piuttosto chiaro come il Cavallino Rampante non Γ¨ stato all’altezza, perchΓ© non ottimizzare il rendimento a disposizione in pista, ieri, ha prodotto un distacco sulla linea del traguardo di oltre 3 decimi. Un gap troppo pesante considerando le potenzialitΓ .

Al venerdì, a bordo della Ferrari SF-26 numero 16, Leclerc aveva fatto tutto in modo perfetto. In questa occasione sì che il team era stato bravo a massimizzare il risultato, fregiandosi di una mera esecuzione strepitosa nella prima qualifica del fine settimana olandese. Il monegasco, parlando con Russell e Norris, aveva pure capito che i due piloti in questione avevano commesso alcuni piccoli errori, qua e là .
Ed Γ¨ proprio per questo che di conseguenza avevano ancora del margine. Al contrario Charles era giΓ al limite pur rimanendo alle loro spalle. Ieri, la mancata esecuzione sempre tanto cara a Frederic Vasseur, oltre a mettere in luce questa dinamica nasce da un paio di ragioni precise: la preparazione delle mescole e la gestione della potenza ibrida.
Ferrari: perchΓ© la preparazione delle mescole non ha funzionato
La prima ragione per cui la Rossa non Γ¨ riuscita a dare il meglio in qualifica Γ¨ largamente imputabile a un’imperfetta gestione delle mescole. Abbiamo spiegato piΓΉ volte come la Rossa sia una monoposto che, intrinsecamente, immette un minor quantitativo di energia nelle gomme. Si tratta di un tratto distintivo di base dell’auto scelto e imposto per una precisa ragione.
Caratteristica che, di conseguenza, sul giro secco spesso puΓ² creare qualche problema. In linea generale, ricordiamo sempre che la SF-26 Γ¨ una vettura impostata per la gara piΓΉ che per la qualifica. La discesa delle temperature ambientali non ha aiutato lβattivazione delle mescole che Γ¨ andata in crisi. Il punto critico non Γ¨ scaldare la superficie, ma attivare ilΒ bulk, ovvero il cuore della gomma.

Hamilton ha spiegato la prima vera differenza tra loro e i diretti competitor:Β βLa preparazione della gomma Γ¨ il punto su cui gli altri hanno fatto meglio. Rispetto a noi, riuscivano a fare un giro solo di preparazione, mentre noi non ci riuscivamo, perchΓ© le coperture non si riscaldavano abbastanzaβ. Una conferma di quanto abbiamo scritto sulla Ferrari nella nostra consueta analisi onboard a caldo.
I ferraristi erano costantemente costretti a effettuare due giri di preparazione per cercare di costruire le temperature in modo graduale. Il problema di fondo era la maggiore asincronia nellβattivazione delΒ bulkΒ rispetto alla superficie: cercando di attivare le gomme con un singolo giro di lancio, avrebbero mandato in crisi le temperature superficiali.
Immettere temperature nel cuore della gomma: Ferrari non ci Γ¨ riuscita
L’obiettivo era generare temperatura nelΒ bulkΒ senza surriscaldare la superficie esterna. Un lavoro di fino che si Γ¨ rivelato fin troppo delicato. Quando ciΓ² accade le gomme anteriori sono sempre le piΓΉ difficili da scaldare, anche se, nel complesso, lβavantreno appariva abbastanza solido. Nellβultimo tentativo del Q3, la Rossa Γ¨ scesa in pista mentre stava arrivando la pioggia.
Via radio, il team ha cercato di valutare sul momento e assume ai piloti se effettuare il doppio giro di preparazione oppure tentarne uno singolo. La decisione finale Γ¨ ricaduta sulla singola tornata diΒ warm-up per non rischiare: una situazione per la quale i piloti non erano nemmeno allenati. Hanno cercato di fare il possibile su un asfalto che, peraltro, andava inumidendosi.

Nel Q3 sono emersi inevitabilmente tutti quei problemi con le gomme che la squadra aveva cercato di arginare per l’intera qualifica. Lewis, ha comunque sottolineato un passo in avanti rispetto al venerdΓ¬ che lo rende piΓΉ fiducioso per la corsa sulla distanza dei 300 chilometri:Β βLa macchina Γ¨ in una situazione migliore, sono davvero ottimista per domaniβ.
Autori:Β Zander Arcari β @berrageizΒ Β βΒ NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Illustrazioni: Instagram >Β Zander_77