Il campionato di F1 è ora nel pieno della pausa estiva. Le fabbriche devono rimanere chiuse e qualsiasi riunione o attività lavorativa è proibita, almeno in teoria. Dopo la sosta, il primo tracciato che si andrà ad affrontare sarà quello di Zandvoort, al suo ultimo anno nel calendario della massima serie. Due settimane più tardi si correrà a Monza, un weeekend che rappresenterà un crocevia per la Rossa.
Questo perché la la storica scuderia di Maranello porterà il secondo sviluppo della power unit, ovviamente tramite la concessione ADUO della Federazione Internazionale. L’opinione comune è piuttosto chiara: con questo aggiornamento, la SF-25 potrà finalmente raggiungere la Mercedes. In realtà, la situazione è molto più complessa di quello che sembra dall’esterno.
Ferrari: da cosa derivano i dubbi di Wolff
Innanzitutto, come d’altronde anche la Mercedes, il Cavallino Rampante sembra aver giocato molto bene le proprie carte per assicurarsi gli futuri sviluppi. Partiamo però dalle parole di Wolff, che ha esposto alcuni dubbi nel recedente passato. Toto, infatti, sostiene che il motore Ferrari non è affatto male e che, al contrario, stiamo parlando di una power unit assolutamente competitiva.
Secondo l’austriaco, quindi, il maggiore problema della SF-26 risiede nella parte aerodinamica. Perché? La SF-26 è stata disegnata per avere un alto livello di downforce. Ed per questa “semplice” ragione che, sempre per la visione di Wolff, la Rossa è molto vicina alle prestazioni della W17. Sulla questione relativa al drag, abbiamo realizzato diversi scritti ad inizio stagione.

Molto probabilmente la vettura aveva più resistenza all’avanzamento, dovuta proprio al maggior carico. Niente che la Ferrari non sapesse con largo anticipo, intendiamoci. Vasseur ha infatti implicitamente confermato la visione di Toto Wolff, affermando: “Ci aspettavamo che per noi fosse abbastanza dura sul motore almeno per una stagione“.
Tenendo a mente queste considerazioni, è indubbio che la Rossa abbia un deficit di potenza. Un limite che non è dovuto all’utilizzo del dispositivo FTM. Allo stesso tempo, è evidente come la SF-26 sia risultata competitiva anche su tracciati che prevedevano diversi tratti rettilinei, dove in teoria la vettura doveva soffrire. Anche da questo nascono i vari dubbi di Wolff.
Ferrari: il vero passo in avanti è sul fronte software
Almeno in parte, una spiegazione c’è. Dal Gp d’Australia a oggi, la Rossa ha realizzato un importante passo in avanti sul fronte della gestione della batteria. Spa-Francorchamps è stato l’esempio lampante di tutto questo lavoro, perché la pista belga mette maggiormente in crisi il recupero di energia e i team erano molto esposti al fenomeno del super clipping.
A inizio stagione, la Rossa era costretta ad un livello di super-clipping molto grande rispetto alla Mercedes e aveva evidenti problemi di erogazione. Ottimizzando la fase di rilascio dell’energia e limitando ogni minimo spreco, a Maranello sono riusciti a risparmiare una buona quantità di energia, utile a tamponare il fenomeno in questione.

Si parla di un lavoro di fino, portato avanti nel corso di tante gare. In fase di trazione, ad esempio, per ogni percentuale di apertura del gas bisogna capire esattamente quanta energia rilasciare. Oltre una certa soglia, la vettura non accelera più e tende solamente a pattinare; non ha quindi senso erogare più di un certo quantitativo e sprecare il deployment.
Sul fronte software è stata sbloccata moltissima performance. Anche per questo il deficit di cavalli è reale, ma il divario che pensavamo derivasse unicamente dal motore endotermico era probabilmente, in gran parte, attribuibile alla gestione elettronica. Altra cosa: sostenere che il deficit sia di 40/50 cavalli è una follia messa in giro tanto per fare notizia.
Ferrari: a Monza non verrà chiuso il gap sulla Mercedes? No…
Al netto dei ragionamenti, verrebbe naturale pensare, anche con una certa convinzione, che la Ferrari possa chiudere il divario dalla Mercedes nel GP di casa. L’aggiornamento numero due che verrà portato in Italia sarà più incisivo rispetto al precedente introdotto a Spielberg. Ma le stesse parole di Vasseur smorzano gli entusiasmi al riguardo e non a caso sono arrivate.
Il team principal francese non ha dubbi. La storica scuderia ha realizzato delle previsioni sull’impatto che avrà la novità in pista e il prossimo update tramite l’ADUO non sarà sufficiente per colmare tutto il gap dalla sulla vettura tedesca che, secondo i nostri calcoli, si aggira attorno ai 10/15 cavalli.

Inoltre, il distacco tra Ferrari e Mercedes risiede solo nella PU. Piuttosto, è il pacchetto completo della SF-26 a necessitare ancora alcuni affinamenti per estrarne il massimo potenziale. “Quando si guarda a Mercedes e Red Bull, si parla di uno o due decimi al giro di differenza sul motore“, racconta l’ottimo Fred. Non ci resta che attendere e vedere cosa succederà a Monza.
Autore e illustrazioni: Zander Arcari – @berrageiz