F1, GP Monza: la Ferrari è contenta della seconda fila? No. Tuttavia, considerando il lavoro svolto in pista sulla messa a punto della SF-26 e i riscontri del nuovo aggiornamento alla power unit, non può definirsi insoddisfatta. Il tracciato brianzolo non esalta le caratteristiche della Rossa e, proprio per questo, emergono diversi lati positivi. Ora serve un’esecuzione perfetta in gara, sfoderando un passo capace di lottare per le posizioni di vertice.
GP Monza: le scelte di setup della Ferrari erano obbligate
Decifrare le qualifiche di Monza non è stato semplice, e non solo per la pole a sorpresa di Gasly. La Ferrari conquista il quarto e il quinto posto in griglia, un risultato sotto le aspettative della vigilia. Il secondo aggiornamento al motore endotermico, consentito dalle regole ADUO, ha portato un vero passo avanti e ha ampliato la finestra di assetto, però.
Tuttavia Vasseur aveva anticipato un fatto: questo sviluppo non basta per riprendere la Mercedes. Le power unit di Brackley mantengono un chiaro vantaggio di potenza. La Scuderia ha lavorato bene e ha migliorato il passo tra le ultime libere e le qualifiche, ma il distacco dalla vetta resta. George Russell ha tenuto le SF-26 a due decimi di distanza per l’intero fine settimana.

La Ferrari ha però scelto un assetto molto più orientato alla gara. Le riprese on-board svelano subito un punto debole: il retrotreno non era del tutto stabile. La vettura ha un equilibrio che mira al sovrasterzo, efficace ma spigoloso. Nell’ultimo giro decisivo della Q3, entrambe le monoposto hanno perso aderenza al posteriore tra la fase di percorrenza e l’uscita di curva.
Sulle Mercedes e sulle Alpine questo nervosismo era assente. La SF-26 ha dovuto scaricare per forza di cose l’aerodinamica posteriore per compensare la mancanza di velocità in rettilineo. Questa scelta ha causato uno scivolamento maggiore e un fisiologico innalzamento delle temperature sulle gomme posteriori; un dettaglio vitale in ottica gara e che scopriremo come sarà gestito oggi sulla lunga distanza.
GP Monza: Ferrari deve accontentarsi: il risultato resta comunque buono
Sulla gestione del sistema ibrido le cose sono cambiate poco rispetto a venerdì. Il team continua a risparmiare energia per il terzo settore, da scaricare sul rettilineo prima della Parabolica. In qualifica i piloti hanno distribuito la spinta elettrica in modo più uniforme lungo tutto il tracciato, pur conservando un margine netto nel T3. In Q2, la Ferrari ha però rischiato grosso.
Vasseur ha confermato un “problema con le batterie” e ha definito l’imprevisto un “buon avvertimento” in vista della Q3. Il team ha forse provato un approccio diverso senza successo. Questo il discorso senza dubbio più probabile. Subito dopo la bandiera a scacchi della Q2, Charles Leclerc ha parlato via radio in italiano, chiedendo di discutere l’anomalia solo a porte chiuse dentro il box.

Tutto sommato, la squadra può accontentarsi del risultato. Avere davanti una Alpine e non una Mercedes offre un indubbio vantaggio tattico al via. Il team temeva il circuito di Monza, eppure le vetture di Maranello non hanno sfigurato affatto. Bisogna poi considerare la penalità di Kimi: Antonelli doveva infatti partire dal fondo in ogni caso, offrendo così una scia perfetta a Russell per il suo giro lanciato.
Con una finestra di setup assai più stretta rispetto ai rivali di Brackley, gli ingegneri hanno estratto il massimo potenziale dalla monoposto. Ferrari ha realizzato un passo a vanti sul motore, e sebbene non sarà sufficiente per riprendere Mercedes, in altre piste di F1 dove la percentuale di incidenza motoristica sarà minore, l’update della Rossa sarà senza dubbio più efficace.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari