F1 Ferrari SF-26

F1 2026, innovazione Ferrari: il soffiaggio variabile genera carico in trazione gestito dal pilota

Ferrari ha scelto una soluzione all’avanguardia per il retrotreno della SF-26. Nella F1 2026 l’occasione per osare c’era, e il team di Maranello non si Γ¨ tirato indietro. Oltre all’ala posteriore rovesciata, che abbiamo giΓ  analizzato con le illustrazioni di Giorgio Piola, c’Γ¨ la particolare soluzione sullo scarico della Rossa, legata al vincolo normativo che prevede una scelta progettuale sulla posizione del differenziale. Oggi possiamo approfondire possibili benefici e il suo utilizzo legato alle scelte del pilota.

Diffusore Ferrari SF-26: la genesi di una soluzione dal forte potenziale

Durante la seconda sessione di test collettivi in Bahrain, Ferrari ha introdotto una soluzione tecnica che ha destato profondo interesse tra gli addetti ai lavori nel paddock. Si tratta di un’appendice aerodinamica ancorata direttamente alla struttura deformabile posteriore. Il terminale di scarico della SF-26 Γ¨ collocato esattamente in posizione antistante a tale profilo, il quale, di riflesso, viene investito dal flusso integrale dei gas roventi in uscita dalla power unit italiana 067/6.

Per questa ragione l’aletta non Γ¨ stata realizzata in fibra di carbonio, ma bensΓ¬ in materiale metallico; l’utilizzo del carbonio, comporterebbe un rapido deterioramento della resina legante a causa delle temperature estreme dei gas in uscita. PoichΓ© i gas di scarico vengono espulsi a velocitΓ  cinetiche elevatissime, l’appendice deve garantire una notevole resistenza strutturale. Tutto questo giustifica l’evidente rinforzo in carbonio visibile sulla faccia posteriore dell’aletta.

F1 Ferrari SF-26
L’innovativo differenziale della Ferrari SF-26

Nelle immagini si puΓ² inoltre scorgere la presenza di alcuni adesivi termosensibili di colore verde, dotati di scala graduata: si tratta di indicatori cromatici della temperatura raggiunta. Al conseguimento di una determinata soglia termica, la cella corrispondente vira verso il nero in modo irreversibile, fornendo ai tecnici dati precisi sul calore sprigionato. Un controllo altamente necessario per validare in pista la soluzione, passando da un giudizio soggettivo ad uno oggettivo.

Ferrari SF-26, soffiaggio variabile: funzionalitΓ  e regimi operativi

L’obiettivo primario di questa soluzione risiede nel deviare verso l’alto il getto dei gas combusti della Ferrari. Il beneficio Γ¨ duplice: si genera una sensibile spinta verticale che incrementa il carico aerodinamico sull’asse posteriore e, simultaneamente, si produce un marcato effetto di up-wash del fluido. Quest’ultimo contribuisce attivamente all’incremento dell’efficienza estrattiva del diffusore, riverberandosi positivamente sul rendimento complessivo del fondo vettura.

Il punto nodale della questione risiede nella natura non costante del getto in uscita, la cui intensitΓ  Γ¨ subordinata a due variabili: il regime di rotazione del propulsore (RPM) e il grado di apertura della valvola a farfalla. Di conseguenza, il carico deportante generato dall’aletta Γ¨ intrinsecamente variabile e direttamente proporzionale all’azione del pilota sull’acceleratore. Analizzando le tre fasi cruciali di una curva β€” inserimento, percorrenza e uscita β€” emerge un dato da non sottovalutare.

F1 Ferrari SF-26
La soluzione della Ferrari al diffusore legata alla posizione del differenziale

La soluzione proposta dai tecnici di Maranello, diretti in pista a livello tecnico da Loic Serra, opera alla massima efficacia esclusivamente durante la fase di trazione. Quando il pilota preme l’acceleratore, il getto dei gas Γ¨ massimo, garantendo una maggiore stabilitΓ  al retrotreno. Si tratta di un vantaggio competitivo rilevante poichΓ©, alle basse velocitΓ  di uscita, l’aerodinamica convenzionale intesa come fondo e ali, non ha ancora raggiunto la piena efficienza operativa.

Nelle restanti fasi di inserimento e di percorrenza, l’efficacia del sistema studiato da Cavallino Rampante Γ¨ pertanto solamente parziale. In staccata o nelle fasi di rilascio, la pressione sul pedale del gas da parte del pilota Γ¨ nulla o comunque minima; per questo il propulsore non spinge e i gas in uscita possiedono un’energia cinetica inferiore. Momento in cui si va a ridurre in modo proporzionale la downforce prodotta dal posteriore della monoposto.

Autori e immagini: Zander Arcari – @berrageiz β€“ NiccolΓ² Arnerich – @niccoloarnerich

illustrazione: Giorgio Piola Design