Ferrari chiude con un podio e un quarto posto il secondo appuntamento iridato della stagione di F1. Il team italiano, dopo una lotta con Mercedes nata dall’ingresso in pista della Safety Car, che senza dubbio ha rimescolato le carte, ha spostato il duello a livello interno. Scontro poi vinto da Hamilton, che per tutto il fine settimana era piΓΉ in palla. La Rossa dΓ tutto, ma le vetture di Brackley sono piΓΉ forti: ne hanno molto di piΓΉ rispetto all’Australia. Vediamo di capire come e perchΓ©.
La presa di coscienza del team di Maranello
Ancora una volta la Rossa trova uno spunto migliore in partenza e prende la leadership della corsa. Sia Ferrari che Mercedes hanno scelto la media per lo start, pensando quindi maggiormente allo sviluppo della corsa piuttosto che al via. Il team di Brackley pare oramai rassegnato a patire uno svantaggio in questo tipo di dinamica, per via dello spunto super della SF-26 grazie al turbo piΓΉ piccolo.
A differenza di quanto successo in Australia, la vettura italiana, in questo caso, ha subito completamente la Mercedes nei primi giri, senza poter di fatto rispondere. Sul canale radio della numero 16, lo stesso Leclerc ha riferito che βoggi Γ¨ molto piΓΉ difficile attaccareβ. Tale difficoltΓ pare immotivata, nel senso che, rispetto alla scorsa settimana, poche cose sono cambiate.

Il Cavallino Rampante riteneva di potersi adattare meglio a questo layout, e invece non Γ¨ abile a tener botta, in nessun momento, alla super Mercedes. Il primo e il secondo settore del tracciato di Shanghai non erano un grosso problema. Consideriamo che il monegasco ha il miglior tempo assoluto nel T1. Le perdite si concentravano ancora una volta T3, dove le auto perdevano decimi preziosi in maniera cronica.
GP Cina, Ferrari: la Safety Car ha neutralizzato eventuali strategie alternative
Al giro 11 Γ¨ stato dichiarato il regime di Safety Car. Sia la Ferrari che la Mercedes hanno richiamato ai box entrambe le monoposto. Approfittare di questa situazione, e poter risparmiare ben 12 secondi di race time, era troppo vantaggioso per tentare qualche strategia alternativa? Ma il team di Maranello aveva capito di non essere capace di arginare lo strapotere della Mercedes.

Per cui, idealmente, avrebbero potuto sdoppiare le strategie tra i due piloti. Quello che nella maniera piΓΉ assoluta doveva essere fatto in Australia. In questo modo la squadra tedesca si sarebbe trovata a dover coprire tattiche di gara differenti, ma ancora una volta, Ferrari, ha preferito non rischiare optando per la strada piΓΉ semplice. Le quattro monoposto di testa hanno tutte montato le Hard.
Lβidea era quella di arrivare al traguardo con le Pirelli cerchiate di bianco, anche se Russell aveva definito tale strategia come difficile da attuare. Con la mescola piΓΉ dura, la situazione che si Γ¨ delineata nei primi giri era ben diversa. L’inglese della Mercedes ha lamentato via radio di non avere grip. Anche per questo, sia Hamilton che Leclerc sono riusciti a passarlo facilmente.
Anche Kimi ha sofferto, ma ha comunque avuto il tempo per effettuare unβintroduzione piΓΉ lenta sulla gomma e cercare di curarla al meglio sul lungo periodo. Le due W17 sono molto difficili da attaccare, perchΓ© hanno uno ottimo spunto in trazione grazie al supporto ibrido. Lo abbiamo visto con molta facilitΓ nell’accelerazione di curva 13, piega che poi immette nel lunghissimo rettilineo.

Inoltre va detto che battaglia interna tra Charles e Lewis ha giovato e non poco alla Mercedes Russell, che si Γ¨ avvicinato e li ha potuti sorpassare entrambi. Anche se con qualche difficoltΓ . I due piloti della Ferrari hanno poi continuato la loro sfida, con la vettura del monegasco che aveva un livello maggiore graining sull’asse anteriore sinistro. Molto di piΓΉ rispetto al compagno di squadra.
Ferrari, Hamilton: cβΓ¨ da lavorare parecchio sullβerogazione
Mediando i calcoli su tutto lβarco del Gran Premio della Cina, come possiamo facilmente osservare attraverso il grafico a seguire, la Ferrari perdeva in media 5 decimi al giro rispetto alla Mercedes. Un gap piΓΉ che considerevole e in netto aumento rispetto al Gran Premio di Australia, pista molto peculiare all’interno del calendario della Formula 1.
A Maranello urge la ricerca di un passo in avanti sulla mera gestione dellβenergia, in cui al momento sembra esserci il maggior limite. Senza dimenticare che pure la parte endotermica della power unit Mercedes porta dei vantaggi importanti. Lo stesso Hamilton ha sottolineato che sullβerogazione dellβenergia serve uno step e quanto prima. Ma c’Γ¨ un altro aspetto da curare.

Al netto che in questo momento Mercedes Γ¨ assolutamente l’auto da battere, nel fine settimana cinese la Rossa non Γ¨ stata in grado di estrarre tutta la performance dalla propria monoposto. Pure Lewis lo ha ribadito. Sia per quanto concerne la parte ibrida, che sulla messa a punto. E questo Γ¨ un dato di fatto che spiga come una sola prova libera sia troppo poco, in questo momento, per la SF-26.
Al contrario Mercedes ha nettamente le idee piΓΉ chiare. E non si tratta solamente di assetto o gestione di energia. Ci riferiamo alla conoscenza generale della propria vettura. Un qualcosa su cui la scuderia di Via Abetone Inferiore 4 sta lavorando duramente, ma Γ¨ ancora indietro. C’Γ¨ una settimana di pausa per studiare tutti i dati, fare quadrato, e presentarsi in Giappone con le idee piΓΉ nitide.
Autori: NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich β Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari