F1 Frederic Vasseur

F1 2026, Ferrari zero frenesia: il piano per attaccare Mercedes

C’è qualcosa di diverso attorno alla Ferrari in questa F1 2026. Non nei numeri, che continuano a raccontare una squadra ancora alle spalle della Mercedes, ma nell’approccio. Ed è forse questo il primo vero segnale da leggere. Dalle parole raccolte nel paddock emerge una sensazione chiara: la pressione sulla Rossa sembra essersi alleggerita in questo primo scorcio di mondiale.

Ferrari, un contesto totalmente opposto al 2025

Non perché i risultati siano arrivati, ma perché il contesto interno appare cambiato: i piloti, per primi, trasmettono un approccio più sereno, meno schiacciato dall’urgenza del risultato immediato. E in Formula 1, specie in quella attuale questo non è mai un dettaglio. La Rossa di oggi è ancora un cantiere aperto. Charles Leclerc lo ha detto senza giri di parole:

“Il punto principale su cui dobbiamo migliorare è la power unit”. Un limite evidente, quantificabile in circa 20-25 cavalli rispetto al riferimento attuale, che resta il motore Mercedes. Un gap che pesa, soprattutto in una Formula 1 dove la gestione dell’energia (harvesting e deployment) è centrale. Dove ogni singolo cavallo incide anche sull’equilibrio complessivo della vettura.

F1 GP Giappone Ferrari Leclerc
Primo piano di Charles Leclerc (Ferrari) dopo la qualifica di Suzuka

Ma ridurre tutto al motore sarebbe un errore. Lo stesso monegasco ha allargato il discorso: “Non è solo questo. C’è la gestione delle gomme, l’aerodinamica, il telaio”. Ed è proprio qui che si può intravedere la direzione della Ferrari. Non una rincorsa affannosa, ma un lavoro strutturato su più fronti. In questo senso, il tema dell’ADUO rappresenta uno snodo chiave.

Nonostante si debba attendere il via libera della FIA prima del Gp di Spagna, il team potrà intervenire sul propulsore. Questo significa che, nel breve periodo, Ferrari dovrà continuare a lavorare con ciò che ha. Eppure, la sensazione è che a Maranello non si stia vivendo questa attesa come un limite. Anzi vige una strategia chiara, lavorando sulla vettura a livello aerodinamico per Miami.

F1 2025, FIA: Il nodo ADUO per la SF-26

È qui che entra in gioco anche l’aspetto aerodinamico. Soluzioni come la cosiddetta “ala Macarena”, ancora non utilizzata, rappresentano un potenziale margine di crescita importante che va assolutamente sfruttato. Non una rivoluzione, ma un tassello di un puzzle più ampio, che potrebbe contribuire a migliorare l’efficienza aerodinamica complessiva della SF-26.

Il punto, però, è un altro. il team italiano sembra essere consapevole che il salto in avanti non arriverà da un singolo intervento, ma da una somma di fattori. E questo cambia anche il modo di stare in pista. Meno tensione, più consapevolezza del percorso. C’è anche una lettura più sottile, quasi politica. Il fatto che le valutazioni sull’ADUO arrivino solo dopo Miami apre scenari interessanti.

F1 2026 Ferrari SF-26
Il propulsore italiano della Ferrari montato sulla Cadillac MAC-26

Sappiamo infatti che i vari motoristi – Ferrari compresa – abbiano già una percezione chiara di dove si collocheranno nella “classifica” della FIA.  E questo potrebbe influenzare le scelte fatte finora, anche in termini di gestione della potenza nelle prime gare. In altre parole, la Rossa potrebbe non aver ancora mostrato tutto quanto il potenziale a disposizione.

La tattica potrebbe essere quella di nascondersi un minimo per non sollevare maggiori dubbi, potendo posizionarsi al meglio in vista degli sviluppi concessi dal regolamento della F1 2026. È una partita che si gioca su più livelli, tecnici e strategici. Nel frattempo, la pista continua a dire che la Mercedes resta il riferimento. Ma anche che il margine non è incolmabile. 

Ferrari: consapevolezza della propria forza

La McLaren, ad esempio, dopo un avvio shock con tanto di doppio zero al secondo gran Premio per grattacapi relativi alla power unit, ha già dimostrato come sia possibile ridurre il gap nel giro di poche gare. E la Ferrari, per struttura e risorse, ha tutto per seguire una traiettoria simile. La differenza, oggi, sta nell’approccio. Meno frenesia, più metodo.

F1 2026 Ferrari SF-26
Primo piano del tem principal della Ferrari Frederic Vasseur

Meno pressione esterna, più lavoro interno. Non è ancora una Rossa da titolo, ma che rispetto al recente passato sembra aver ritrovato una direzione. E forse è proprio questo l”indicatore più importante. Perché in una stagione così lunga e tecnica, la velocità non basta. Serve anche lucidità per capire quando spingere o costruire. A Maranello sembra che questa consapevolezza ci sia. E non è poco.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Scuderia Ferrari