Monza, 22 aprile: il lavoro della storica scuderia Ferrari è stato completato con successo. Ambiente rilassato e facce distese per tecnici, piloti e ingegneri. La F1 2026 è un osso duro, però, e l’obiettivo non era segnare riscontri cronometrici top oppure testare quanto una modifica potesse velocizzare l’auto. Tanto lavoro di raccolta dati, correlazione e studio mirato sul sistema ibrido.
Ferrari studia la SF-26: cronometro e vantaggi supposti ancora da valutare
Ieri la Ferrari era a Monza. Un test privato necessario per realizzare i primissimi esami sulla vettura. Ci sono però diverse precisazioni da fare. Non è che l’auto sia completamente nuova. Non vedremo una versione B della monoposto, come molti suppongono, così come non ci si aspetta un salto di qualità enorme dal Gran Premio di Miami della prima settimana di maggio. Perché illudere i tifosi?
È importante sottolineare questo punto, non perché si nutra sfiducia nei confronti del team di Maranello. Al contrario, si tratta di pragmatismo. Le novità ci sono, ma fanno parte di un piano studiato da tempo che, in maniera progressiva, andranno a correggere e migliorare l’andamento della SF-26. Siamo al primo anno di un’importante rivoluzione normativa, dove l’errore non è concesso.

Sbagliare la strada di sviluppo significherebbe perdere tempistiche preziose per il divenire del ciclo regolamentare più difficile delle ultime annate. Anche per questo serve tanta calma e attenzione nel muovere ogni singolo passo. Sparare numeri a caso sul presunto guadagno della vettura con gli update è altrettanto scorretto, considerando che nemmeno i tecnici conoscono ancora i reali benefici.
Nelle prove su pista di ieri si è parlato di tempi sul giro e di guadagni velocistici con l’ala Macarena. Per il primo punto è ancora una volta utile sottolineare quanto i riscontri cronometrici siano contati meno di zero. Stesso discorso per la questione dell’ala ribaltabile, che prima di tutto va fatta funzionare nella maniera corretta, visto che sino alla Cina creava scompensi sulla stabilità del veicolo.
Il lavoro dei test a Monza con la SF-26
L’obiettivo della Ferrari nel primo filming day stagionale era chiaro: testare la correlazione tra ambiente simulativo e pista. Una raccolta dati decisiva, in quanto permette di aggiornare il simulatore sul quale il team investirà tantissime ore di lavoro nei prossimi giorni. Anche in questo caso il target è piuttosto banale: presentarsi con dei feedback importanti in Florida.
Aggiornare il modello matematico della vettura è decisivo, in quanto consente al team di farsi un’idea decisamente più precisa su come ha reagito la monoposto sull’asfalto. Tutto il resto viene in secondo piano, tenendo presente le diverse limitazioni che un test del genere impone, a iniziare dal tipo di gomme Pirelli che possono essere utilizzate: pneumatici demo.

Il fatto che questo test offra la possibilità di montare aggiornamenti è senza dubbio importante, ma il vero primo riscontro decisivo sul lavoro svolto arriverà solamente nelle libere di Miami. Sino ad allora tanti calcoli, dove processare i dati, come detto, fornirà gli strumenti adatti per scendere in pista e avere un’idea di come sfruttare al meglio la vettura.
Buone sensazioni in pista: feedback positivi per la Ferrari a Monza
La veste aerodinamica è molto importante e non a caso è stato scelto il circuito brianzolo. Servivano tante informazioni relative alla resistenza aerodinamica della SF-26 e soprattutto uno studio mirato sull’utilizzo dell’energia ibrida. Harvesting e deployment che nei primi tre GP hanno creato diversi problemi alla scuderia italiana. Un test intelligente, considerando le modifiche normative della FIA.
Come sappiamo, l’organo legislativo ha cambiato il supporto energetico disponibile per ogni tornata, che da un massimo di 9 MJ scende a 7 MJ. Questo significa che va completamente ricalibrato il software e gestito per ottimizzare la potenza recuperata dal moto generatore MGU-K. Al netto delle varie considerazioni realizzate, c’è però un fatto importante.

Secondo le informazioni raccolte dalla nostra redazione, peraltro ieri presente a Monza in fase di sola osservazione, sappiamo che c’è fiducia da parte della Ferrari sulle modifiche realizzate. Stessa cosa per i test sull’ibrido, benché tutto dovrà essere confermato a Miami, quando si dovrà passare dal giudizio soggettivo a quello oggettivo, validando l’auto come atteso. Il resto, solo chiacchiere da bar.
Autore : Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari