La Ferrari medita sul programma dell’attuale stagione. La lunga pausa della F1 2026 dovuta a questioni assai più serie dello sport, è un toccasana per la categoria. I primi tre Gran Premi della stagione hanno infatti mostrato l’immaturità del quadro normativo nel suo complesso. La Rossa è pronta a cambiare marcia e dare tutto per entrare nella lotta mondiale contro la super Mercedes.
F1 2026: La F1 aveva bisogno di una pausa di riflessione
Come si sussurrava da quasi un anno, Mercedes ha sfruttato il cambio regolamentare per tornare al dominio. La scuderia ha così colmato il vuoto, dopo aver faticato a interpretare le wing car. La sensazione è che le Power Unit delle Frecce d’Argento siano molto più competitive di quanto mostrato finora. In sostanza, si è cercato di vincere esibendo il minimo sindacale.
Tra qualche mese, grazie al sistema ADUO, diversi team potranno omologare una nuova specifica delle unità di potenza. Tra questi c’è anche la scuderia di Maranello. Al momento, la vettura del Cavallino resta la migliore alternativa rispetto alla monoposto di George Russell e Kimi Antonelli. Contestualmente, la FIA e Liberty Media stanno studiando soluzioni in grado di restituire un minimo di credibilità allo spettacolo.

Anche i piloti verranno ascoltati. L’obiettivo è evitare che a prevalere siano indicazioni dettate puramente dal livello di competitività del proprio mezzo. L’architettura delle attuali Power Unit si è rivelata un flop clamoroso. Il fine della direzione tecnica della FIA è proporre soluzioni condivise dai team, restando all’interno di un perimetro tecnologico che non consente modifiche macroscopiche.
Nonostante le affermazioni un po’ miopi di chi oggi gode di un vantaggio competitivo, i primi tre Gran Premi della stagione devono essere considerati una falsa partenza. Si è trattato, di fatto, di una sorta di estensione dei test in Bahrain. C’era la possibilità di fare dei test su pista per migliorare la F1 2026, ma la Federazione internazionale ha deciso di no. Chissà poi perché…
Ripartire dopo la falsa partenza è una questione di credibilità
Occorre restituire ai piloti il piacere della guida. Questo non deve essere continuamente mortificato dal rischio di poter contare solo sulla potenza del motore endotermico. In questo lasso di tempo, FIA e team possono apportare solo dei palliativi. Fare marcia indietro su alcune soluzioni richiede molto tempo. C’è poi il nodo dei nuovi costruttori di Power Unit.

Audi e Cadillac sono scese in campo basandosi su un regolamento tecnico che non può essere completamente rivisitato nel prossimo futuro. Senza contare che un quadro normativo così volatile non contribuisce a invogliare nuovi marchi a mettersi in gioco. Implicitamente tutti sperano in un cambio di rotta. L’auspicio è che le nuove prescrizioni, nonché l’applicazione dell’ADUO, possano creare i presupposti per gare davvero combattute.
Ferrari deve vincere la battaglia politica
L’intento è superare i semplici avvicendamenti di posizione dovuti allo stato di carica della batteria. Il timore è che la toppa si riveli peggiore del buco, anche perché i motorizzati Mercedes non intendono cedere di un millimetro. Mercedes e McLaren sono consapevoli delle proprie forze.
Minori saranno le modifiche al regolamento tecnico del propulsore, maggiori saranno le loro chance di giocarsi il titolo esclusivamente sullo sviluppo aeromeccanico dei rispettivi progetti. I primi veri segnali di “risveglio” del team di Woking sono arrivati su una pista che solitamente premia vetture più valide dal punto di vista aerodinamico e telaistico. In questo mese si sta consumando un silenzioso braccio di ferro politico tra Mercedes e Ferrari.

Da questo scontro dipendono le sorti del mondiale, che ripartirà a Miami nel primo weekend di maggio. La storica scuderia modenese non intende soccombere, conscia che la SF-26 è un progetto oggettivamente nato bene.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Formula 1 – Scuderia Ferrari – Red Bull