Ne abbiamo parlato ieri: si presume che la Ferrari possa soffrire un deficit di rendimento con la soluzione allo scarico che lavora a soffiaggio variabile. La F1 2026 Γ¨ parecchio complicata e, proprio per questo, Γ¨ doveroso studiarne ogni minimo dettaglio. Lβanalisi odierna cerca di chiarire la questione partendo dalle basi tecniche che regolano questa particolare soluzione chiamata FTM (flick tale mode).
I possibili problemi dello scarico FTM sulla SF-26
Le indiscrezioni su una presunta perdita di potenza legata al sistema FTM della Ferrari, meritano senza dubbio un’ulteriore analisi piΓΉ approfondita. Sebbene la stima legata ad un calo di circa 14/15 cavalli possa risultare sovrastimata, il principio ingegneristico che sorregge questa teoria poggia su basi del tutto inequivocabili, solide, e altresΓ¬ svela i delicati compromessi della Formula 1 2026.
Dal punto di vista prettamente meccanico, la dinamica Γ¨ piuttosto chiara: ridurre la differenza di pressione tra la sezione a monte e quella a valle della turbina, di fatto, si traduce in una fisiologica diminuzione del salto entalpico a disposizione del componente. Questo depotenziamento genera un immediato effetto a catena e porta il compressore a perdere regime di rotazione.

Come riflesso, emerge un calo della pressione di sovralimentazione. In sintesi Γ¨ il prezzo da pagare per l’adozione del sistema. Ma all’interno di un ecosistema ingegneristico complesso, nessuna soluzione viene implementata senza un’indagine a trecentosessanta gradi. Individuata l’opportunitΓ di sfruttare lo spazio tra i volumi regolamentari, Ferrari ha studiato il caso a fondo prima di agire.Β
L’errore di base da non commettere nel giudicare lo scarico a soffiaggio variabile della Ferrari
Le campagne di simulazione CFD hanno certamente fatto emergere fin da subito il possibile calo di potenza, innescando un classico scontro filosofico tra aerodinamica e meccanica; qualcosa con cui ogni ingegnere di Formula 1, da sempre, deve avere a che fare in fase di progettazione. Le moderne scuderie operano come strutture rigidamenteΒ data-driven, dove non c’Γ¨ spazio per il solo Intuito.Β
Ogni idea giudicata brillante dev’essere processata e resa fattuale. Maranello dispone di software e simulatori di altissimo livello per quantificare il reale vantaggio cronometrico di ogni singola componente sull’arco di un intero campionato. Pertanto, sebbene lo scarico possa generare un deficit di potenza, il bilancio globale del tempo sul giro deve risultato comunque favorevole.

Proprio per tale ragione, riteniamo improbabile che, questo specifico compromesso studiato dati tecnici della Rossa, sia il motivo fondante alla base di un motore endotermico in difficoltΓ rispetto alla concorrenza Mercedes che abbiamo visto nelle prime tre tappe stagionali. Sarebbe un errore troppo grande che il team avrebbe potuto facilmente evitare valutando i dati a disposizione.Β
Il paradosso del dello scarico a soffiaggio variabile sulla resistenza all’avanzamentoΒ
Oltre alla questione motoristica, il particolare scarico nasconde una seconda criticitΓ che vale la pena approfondire. Ci riferiamo al fattore aerodinamico che, da parte dei tecnici diretti la Loic Serra ha richiesto un bilanciamento millimetrico. L’interazione tra i gas di scarico e le appendici genera infatti una spinta direttamente proporzionale alla velocitΓ dei fluidi espulsi.Β
PoichΓ© questo parametro oscilla a seconda dei regimi del propulsore, la spinta verticale che produce il sistema FTM risulta per sua natura variabile. Qui risiede il vero paradosso ingegneristico del progetto: nella fase di massima accelerazione in rettilineo, proprio quando la monoposto necessiterebbe della piΓΉ efficace penetrazione aerodinamica, il sistema riceve la spinta piΓΉ grande e genera il picco di carico.Β

Questo, inevitabilmente, si traduce nella massima espressione di resistenza all’avanzamento (drag), esattamente nel momento in cui risulta piΓΉ penalizzante per le velocitΓ di punta. Problema della Rossa che abbiamo giΓ analizzato e che, almeno in parte, il pacchetto di aggiornamenti per il Gran Premio di Miami dovrebbe limitare anche con l’aiuto di un’ala Macarena rivista, sia nella forma che nel sistema di attivazione.Β
Tornando alla questione FTM, parliamo di un rebus tecnico di notevole spessore. Un soluzione molto complessa che i tecnici del Cavallino Rampante hanno dovuto calcolare, assorbire e neutralizzare sin dalle fasi embrionali di progettazione della vettura. Resta da capire se l‘equilibrio stimato potrΓ migliorare ulteriormente nel corso del mondiale, per minimizzare i limiti e ottimizzare i vantaggi.
Autori:Β Β Zander Arcari β @berrageizΒ Β βΒ NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari
illustrazioni:Β Β Giorgio Piola Design