Γ ormai chiaro che Ferrari sia limitata dal fattore potenza, un nodo cruciale che potrΓ essere sciolto solamente con l’arrivo dell’estate. FrΓ©dΓ©ric Vasseur ostenta fiducia in merito all’ADUO, convinto che il team Italiano avrΓ accesso a questa preziosa concessione regolamentare. Lo spirito della norma, d’altronde, Γ¨ consentire a chi insegue di recuperare terreno, non di scavalcare le dirette concorrenti.
SF-26, non solo ADUO
Come giΓ analizzato, rientrare nella fascia tra il 2 e 4 % non dovrebbe affatto essere un problema. Parliamo di un vantaggio strategico enorme, poichΓ© le modifiche permesse non sono trascurabili. Al contrario, questo strumento apre prospettive concrete e molto piΓΉ ampie di quanto si tenda a credere. La vera sfida Γ¨ “sopravvivere sportivamente” sino al debutto dell’upgrade di Maranello, le cui tempistiche rischiano di dilatarsi rispetto alle stime iniziali.

Dal settimo round in poi, la Ferrari sarΓ autorizzata a introdurre il motore endotermico evoluto. SarΓ una vera e propria corsa contro il tempo, in cui ogni GP di ritardo si tradurrΓ inevitabilmente in un’occasione sprecata. Tuttavia, come sottolineato dagli stessi vertici ferraristi, il divario dagli avversari non Γ¨ dettato esclusivamente dai cavalli del propulsore.
Γ imperativo un passo avanti anche in altri settori, portando avanti uno sviluppo multifrontale. Per essere chiari: l’attuale SF-26 possiede un potenziale inespresso, specialmente sul passo gara. Se Γ¨ vero che il deficit di potenza costituisce la fetta principale del problema, dall’ala parte servirebbe ottimizzare le restanti aree per garantire un sensibile passo in avanti in pista
Ferrari, ottimizzare la SF-26 non Γ¨ affatto semplice
La base della vettura Γ¨ valida, ma riesce a esprimere il proprio potenziale solo per una finestra temporale brevissima. Quindici giri per l’esattezza, come ha puntualizzato Vasseur al termine della corsa in Florida. Le monoposto di questa generazione, e ancor di piΓΉ le precedenti, sono l’esito di una complessa somma di parametri estremamente variabili difficile da estrarre.
La prestazione pura scaturisce solo quando tali valori convergono nel giusto range di utilizzo. PoichΓ© ogni aspetto Γ¨ figlio di un compromesso, la finestra operativa Γ¨ spesso ipersensibile, e la capacitΓ di mantenere la vettura all’interno di questi parametri ideali per un tempo prolungato, di fatto, marca quella differenza tra massimizzare il rendimento dell’auto e restare inespresso.

Il valore massimo della SF-26 si Γ¨ palesata proprio in quei quindici giri a Miami.; non appena le “condizioni al contorno” sono mutate, la dinamica ha preso una piega negativa. L’obiettivo primario, dunque, Γ¨ spingere su vari fronti per dilatare questa ristretta finestra di rendimento. Per centrare questo traguardo, Ferrari ha a disposizione diverse leve. In primis, l’esecuzione del fine settimana, un aspetto che a Maranello stanno sottoponendo a profonda revisione.
Vasseur ne ha discusso apertamente e diverse squadre confermano quanto ottimizzare ogni singola sessione sia fondamentale. L’auto italiana dispone di eccellenti strumenti di simulazione: ilΒ driver-in-the-loopΒ Γ¨ altamente all’avanguardia e le competenze interne non mancano di certo. Ma l’urgenza Γ¨ cercare di comprendere rapidamente cosa sia andato storto.
Ferrari, l’importanza di presentarsi in pista nella maniera corretta
Come anticipato qualche giorno fa, serve raggiungere il livello di correlazione invocato da Lewis Hamilton, il quale sta spronando la squadra con le sue recenti dichiarazioni. Risolvere questo intoppo consentirebbe di migliorare la preparazione alle sessioni, sia a monte che durante il weekend, affinando costantemente il comportamento del modello virtuale della SF-26.
Questo si tradurrebbe nella capacitΓ di scendere in pista con un setup di massima piΓΉ definito e accurato, limitando il lavoro di ricerca durante le prove libere. Ogni sessione Γ¨ infatti vitale per affinare ogni aspetto in vista della qualifica e della gara. Raggiungere in ritardo un assetto definitivo, per esempio, fa slittare inevitabilmente lo studio sul comportamento degli pneumatici.

Anche per tale ragione, la Ferrari ha spesso accusato pesanti cali di passo negli istanti decisivi delle qualifiche. Lo stesso principio si applica alla gara. Condurre le simulazioni di passo con un assetto pressochΓ© identico a quello definitivo offre un vantaggio strategico fondamentale. Se invece si stravolge la configurazione al termine delle libere, ci si presenta sulla griglia di partenza con molti meno riferimenti.
Le ottime doti della SF-26 non servono con un deficit di potenza
Esiste, infine, il capitolo cruciale legato all’aerodinamica. Attualmente, la Rossa rappresenta la vettura di riferimento in termini di generazione di carico; l’ingegno, a Maranello, non manca di certo. Tuttavia, la minor spinta del motore finisce per neutralizzare i vantaggi aerodinamici della SF-26. La Rossa sconta un livello di efficienza inferiore rispetto alle dirette rivali, una conseguenza legata anche a scelte progettuali differenti.
Ciononostante, si puΓ² intervenire per migliorare aspetti specifici, come il ritmo in aria sporca che la Ferrari sembra patire, un’altra criticitΓ lamentata da Hamilton. L’introduzione della cosiddetta “ala Macarena” Γ¨ un’idea di per sΓ© geniale, anche solo per aver inaugurato un nuovo modo di concepire questo elemento dal quale , di fatto, diversi team hanno e stanno prendendo spunto.

Eppure, sulla SF-26 tale elemento non ha prodotto un beneficio sufficiente a bilanciare la perdita di cavalli. Un esito in gran parte immaginabile, trattandosi pur sempre diΒ marginal gains, a fronte di una disparitΓ di potenza che tra il motore Mercedes e quello Ferrari Γ¨ comunque importante. Ricordiamo un dato: nell’attuale F1, un gap tra 15 e 30 cavalli rappresenta un’enormitΓ che non puΓ² essere comperata dal resto dell’auto.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz β NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari