F1 Ferrari SF-26

F1, Ferrari SF-26: il nuovo scarico FTM vale poco piΓΉ di due decimi al giro

L’analisi scarico FTM sulla Ferrari SF-26 racconta il reale funzionamento del soffiaggio variabile, un sistema “passivo” ben diverso dai blown exhaust del passato. Tra il compromesso per gestire il drag aerodinamico e il recente update portato a Miami, i dati della pista emergono. La soluzione di compromesso implementata a Maranello garantisce si una spinta verticale extra al retrotreno: ma quanto vale realmente?

Come funziona il sistema FTM della SF-26

Anzi tutto una precisazione: il principio di base puΓ² trarre in inganno, poichΓ© l’obiettivo resta quello di usare i gas di scarico per trarre un vantaggio aerodinamico. Tuttavia, le analogie con gli scarichi soffiati Red Bull della stagione 2011 finiscono qui. In quel caso, venivano utilizzate mappature motore specifiche per far soffiare gas ad altissima pressione anche in fase di rilascio, quando il pilota toglieva il piede dall’acceleratore.

Mossa che garantiva tanto carico aggiuntivo in frenata: un sistema che di fatto era “attivo”. La dinamica sulla Ferrari SF-26 Γ¨ diametralmente opposta e di natura prettamente “passiva”. Non essendoci parametri specifici del motore endotermico studiati per questo scopo, il soffiaggio variabile offre i suoi benefici quasi esclusivamente in fase di trazione e accelerazione, quando la power unit spinge a massimo regime.

F1 Ferrari SF-26
La modifica allo scarico FTM della Ferrari per Miami

Mentre in fase di frenata, per contro, dove la downforce aggiuntiva farebbe tanto comodo, specie alle vetture del regolamento 2026, la quantitΓ  di gas combusti espulsa Γ¨ minima e, di riflesso, l’energia liberata produce vantaggi davvero minimi e assolutamente non paragonabili a quelli del decennio scorso. Anche per questo, pensare che il vantaggio stimato sia di mezzo secondo Γ¨ davvero esagerato, per non dire folle.

Il responso della pista: carico aerodinamico contro drag

Come ogni progetto validato al CAD e in galleria del vento, la veritΓ  definitiva risiede sempre nell’asfalto. Le informazioni raccolte direttamente in pista confermano che il nuovo sistema allo scarico della Ferrari SF-26 funziona. Ci riferiamo alla soluzione che ha subito un recente update al GP di Miami, genera una spinta aggiuntiva interessante, specie nella fase di accelerazione in uscita dalle curve.

Tuttavia, resta da calibrare il delicato compromesso aerodinamico. Come sappiamo, esiste un inevitabile dazio da pagare sotto forma di resistenza all’avanzamento: l’aletta non possiede meccanismi per abbassarsi sui rettilinei ad alta velocitΓ  e per questo continua a generare drag. L’impatto della resistenza all’avanzamento Γ¨ un dato primario che va assolutamente tenuto in conto.

F1 Ferrari SF-26
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26 al GP di Miami

Per la Florida, la Rossa ha fatto un passo indietro: una soluzione ibrida che fonde la specifica precedente con quella impiegata in Bahrain. L’area dei flap esposti ai gas combusti Γ¨ ridotta, accompagnata da una chiara diminuzione dell’incidenza, anche considerando lo spessore minore della struttura di supporto. Dopo gli esami del caso, quanto vale lo scarico FTM al giro?

Scarico FTM, Ferrari SF-26: un vantaggio di poco superiore a due decimi sul giro

L’interrogativo resta sempre il medesimo, legato strettamente al reale valore cronometrico di questa soluzione che il team di Maranello continua a studiare senza sosta. Grazie alle confidenze raccolte negli ultimi giorni, possiamo affermare che il vantaggio generato per ogni tornata Γ¨ di poco superiore ai 2 decimi, beneficio comunque importante nell’economia del rendimento.

Indipendentemente dalla conformazione del circuito, le prime analisi raccontano che il nuovo soffiaggio variabile sulla SF-26 aiuta la Rossa a generare carico al retrotreno come previsto. Soluzione che sarebbe molto piΓΉ efficace con una power unit Ferrari in grado di spingere ai livelli di Mercedes. C’Γ¨ poi tutto il discorso legato al turbo sul quale realizzeremo un’analisi a parte, idem per il motore a combustione interna.

F1 Ferrari SF-26
Vista interessante della struttura che convoglia i flussi verso lo scarico Ferrari

Per ora possiamo anticipare che, sebbene la Formula 1 viva di compromessi, difficilmente si adotta una soluzione che in fase di studio va a compromettere un altro valore di per sΓ© giΓ  piΓΉ debole degli avversari. Sarebbe darsi la famosa zappa sui piedi in maniera memorabile. C’Γ¨ poi l’importanza del software, dove pure su questo argomento avremo molto da raccontare.

Autori:  Zander Arcari – @berrageiz  β€“ NiccolΓ³ Arnerich – @niccoloarnerich

Immagini: Scuderia Ferrari –  Giorgio Piola Design