F1, GP Silverstone: Ferrari SF-26 ribalta i pronostici grazie a un setup di base ottimo. Ma il segreto della pole position di Lewis Hamilton risiede in un’inedita strategia di gestione ibrida che ha garantito velocità di punta inaspettate. Resta da capire se le mappature di Maranello basteranno per resistere al lavoro di Brackley, già pronta a studiare e replicare il deployment avversario.
Ferrari sorprende tutti, anche se stessa.
Un risultato inatteso per la Ferrari stessa, che riteneva di soffrire di un deficit incolmabile in termini di potenza su questo tracciato. Al momento è solamente venerdì e c’è ancora una finestra temporale in cui i team potranno raffinare i propri setup. Sulla carta la Rossa ha qui diverse sezioni per esaltare i propri punti di forza, come le numerose curve a media e alta velocità.
Questo significa che la negatività circolata alla vigilia del Gran Premio era forse davvero eccessiva. Il timore principale era legato ai diversi allunghi presenti, nei quali conta molto la gestione della carica e della scarica della batteria; harvesting e deployment, insomma. il punto di domanda risiedeva proprio nel peso che questi tratti avrebbero avuto nel computo del giro della Rossa.

Tuttavia, c’è una chiave di lettura ben precisa per tutto questo, in una giornata che offre diversi dati contrastanti rispetto alle gare precedenti. Fatto sta che il team di Maranello ha saputo reagire alla grande e dopo un fine settimana, quello del Gran Premio d’Austria, dove le due Rosse non hanno saputo sfruttare al meglio la SF-26. Silverstone parte senza dubbio con il piede giusto.
F1, GP Silverstone: l’handling della SF-26 nei confronti della W17
Partiamo dalla guidabilità della Ferrari e della Mercedes. A Silverstone ci sono diverse sezioni in cui conta e parecchio il grip trasversale, un ambito in cui la Rossa si esalta (in Austria, ad esempio, il grip richiesto era maggiormente longitudinale). La SF-26 sembra avere proprio un ottimo bilanciamento, solo leggermente tendente al sovrasterzo.
Questa mattina la vettura presentava un eccesso di rotazione in ingresso, difetto curato egregiamente grazie a una piccola variazione al setup sospensivo. La trazione viene messa a terra molto bene, al pari della W17. Rispetto alla vettura tedesca, i piloti di Maranello usano meno angolo di sterzo nelle curve a media velocità; in altre parole, le frecce d’argento accusano una leggero carenza di rotazione, dicerto superiore a centro curva.

Va sottolineato che Lewis Hamilton e Andrea Kimi Antonelli sfruttano in maniera molto diversa le rispettive monoposto nel primo settore. Nel caso dell’italiano il rendimento è leggermente più rapido. Nel tratto centrale si equivalgono, mentre nel terzo settore è l’inglese a fare la differenza, gestendo al meglio l’ibrido e le traiettorie in pista.
Ferrari ha una diversa strategia dell’ibrido che Mercedes potrebbe colmare
Ma è nel tratto centrale e finale si verifica un fenomeno inaspettato: la Rossa vanta una velocità di punta superiore a quella della Mercedes. Questa è la vera chiave della pole position odierna, ma è un aspetto da valutare con la dovuta cautela. La scuderia di Maranello ha individuato una strategia di utilizzo dell’ibrido che, al momento, appare decisamente efficace.
Di fatto, la SF-26 e la W17 hanno “costruito” delle mappature ibride che sono diametralmente opposte. Mentre di solito si converge verso un impiego molto simile della potenza elettrica, in questa occasione la Rossa potrebbe aver intrapreso una strada tecnica molto interessante. Questo è anche il motivo per cui bisogna prendere con le pinze il primato conquistato.

I dati non ci confermano che la Ferrari sia improvvisamente migliorata in modo strutturale nella gestione dell’ibrido. È vero che in Austria avevano sbloccato 5 CV e potrebbero aver affinato la gestione del software, ma un intervento simile non porta a un guadagno così netto. In vista di domani, Mercedes studierà la strategia Ferrari per capire come ottimizzare le performance.
Se il team di Brackley riuscirà a replicare questa efficienza, è probabile che le due W17 tornino a godere del consueto vantaggio in rettilineo. Non si può cantare vittoria troppo presto. A livello di handling le vetture appaiono vicine: per Mercedes non sussiste un vero problema di setup, bensì una diversa, e momentaneamente meno redditizia, gestione dell’energia ibrida.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari