F1 Ferrari SF-26 GP Olanda

GP Olanda, Ferrari manca la pole per la gestione ibrida: pronta la soluzione

F1, GP Olanda: nelle qualifiche sprint, la Ferrari SF-26 ha mostrato un bilanciamento eccellente, nonostante i setup diametralmente opposti scelti da Leclerc e Hamilton. Per massimizzare le prestazioni e contrastare la Mercedes, tuttavia, l team di Maranello dovrà ora ottimizzare la gestione ibrida e il recupero di energia nascondendo i limiti.

Cambi di setup e upgrade: la Rossa non trova la quadra perfetta nel venerdì

La prima delle due qualifiche di questo week end ha visto delle forze in gioco molto ravvicinate. Nelle uniche prove libere a disposizione abbiamo visto una Rossa da subito ben bilanciata. Non aveva alcun problema legato alla dinamica del veicolo. La SF-26 ha mostrato un’ottima trazione e in generale, tramite gli onboard, si vedeva come i piloti fossero piuttosto composti con il volante.

Il team di Maranello ha azzeccato le altezze da terra, trovando un buon compromesso a livello di rigidità. In termini di handling, era probabilmente la monoposto migliore, anche se non la più veloce. Il bilanciamento tra anteriore e posteriore era ottimo perché, come detto, l’auto si riusciva a mettere bene a terra tutta la potenza, ma al contempo l’anteriore era solido e non c’era alcuna carenza di rotazione.

F1 GP Olanda McLaren
Il nuovo diffusore della McLaren MCL40

La Mercedes, al contrario, risultava più nervosa, mentre la McLaren ha palesato diversi problemi di bilanciamento che i tecnici hanno dovuto risolvere o tamponare in vista delle qualifiche. Due situazioni che ovviamente incidono sulla messa a punto di base, dovendo modificare il setup deliberato al simulatore per correggere il comportamento e sbloccare una prestazione maggiore.

Sappiamo che, tra le Fp1 e la qualifica Sprint, la Ferrari ha apportato delle modifiche alla vettura. Considerando i pareri a caldo di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, riteniamo che ci possano essere state due interpretazioni diverse del setup, senza considerare che il team, dopo la prima e unica sessione di prove ibere, ha installato gli update sulla SF-26.

F1 GP Olanda Ferrari SF-26
Gli aggiornamenti della Ferrari SF-26 per il GP di Olanda

Charles ha preso una strada corretta per ottimizzare il potenziale, mente Lewis ha spiegato che nelle FP1 il feeling era promettente, ma dopo le modifiche la vettura si è trasformata in un “completo disastro”, per citare le esatte parole dell’inglese. Proprio questo contrasto ci fa ritenere che i due abbiano preso direzioni molto differenti a livello di assetto, e non sarebbe certo la prima volta.

Ferrari: le ragioni dietro la partenza dal palo di Leclerc

Tuttavia è mancato qualcosa al pacchetto della SF-26. Non molto, visto il risicatissimo distacco accusato, ma la differenza era pur sempre presente. La Rossa ha aver ottimizzato la zona centrale del tracciato, proprio quella che lo scorso anno era la più critica. Sia in curva 9 che in curva 10, le Rosse hanno fatto segnare le velocità minime più elevate.

Questo ha consentito di massimizzare la velocità di punta anche nell’allungo successivo. Nel complesso, la Ferrari ha costruito il giro nelle fasi di percorrenza a media e bassa velocità, ancora una volta come spesso accade. Per il momento, sembra essere mancato un po’ di spunto negli allunghi tra le curve 1 e 2, tra la 3 e la 6, nonché sul rettilineo del traguardo.

F1 Ferrari SF-26 GP Olanda Lelclerc
Charles Leclerc guida la Ferrari SF-26 nelle FP1 di Zandvoort

In questo scenario, su un circuito in cui è difficile recuperare energia, Mercedes ha trovato un vantaggio, dando l’impressione di avere sempre un po’ di energia extra a disposizione. Anche per questo il Cavallino Rampane deve lavorare intensamente su questo fronte, considerato che, prima della pausa estiva, ha dimostrato di saper estrarre un enorme potenziale.

SF-26: il lavoro della Rossa sui settaggi dell’energia ibrida

Nella pratica cosa possono fare gli ingegneri del team italiano? L’utilizzo intelligente della potenza elettrica deve tornare a fare presenza: questo è. Si tratta di un lavoro di fino per scovare i cosiddetti marginal gains. Per fare un esempio, dalla telemetria si nota che, nel tratto compreso tra le curve 6 e 7, la Mercedes perde molta più velocità rispetto a Ferrari e McLaren.

F1 Ferrari SF-26
La power unit Ferrari montata sulla Cadillac MAC-26

In effetti, analizzando l’utilizzo del cambio, emerge come Russell abbia scalato su marce più basse proprio allo scopo di recuperare una maggiore quantità di energia. Il punto cruciale è che si tratta sempre di trovare un compromesso, lavorando in sinergia con altre aree della monoposto in modo da ottimizzare il setup complessivo anche sotto questo aspetto.

Autori e illustrazioni: Zander Arcari – @berrageiz  – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich