GP Olanda: la progressione in F1 della McLaren Γ¨ davvero eccezionale sotto tutti i punti di vista: una pole meritata, sebbene il posteriore della MCL40 non fosse perfetto. Il retrotreno tende a saturarsi e per questo il degrado preoccupa il team sulla lunga distanza, considerando che le due vetture inglesi potrebbero soffrire questo elemento perdendo prestazione.
Il recupero tecnico della McLaren Γ¨ importante
Mercedes e McLaren sembrano essere a pari livello in termini di performance pura sul giro secco; basti osservare i risultati delle due qualifiche disputate. La MCL40 si conferma una monoposto in piena progressione, specialmente dopo che in Ungheria il team ha individuato la strada per migliorare consistentemente la vettura, attraverso update al diffusore .
Ovviamente presenta ancora dei punti deboli che i tecnici stanno cercando di appianare, ma per il momento la squadra sta riuscendo a massimizzare lβesecuzione di questo fine settimana. Per ottenere tale risultato, i tecnici hanno apportato diverse modifiche rispetto al venerdΓ¬, quando la pole position era sfuggita davvero per un soffio.

In linea generale, parliamo comunque di due vetture impostate maggiormente sul passo di qualifica; motivo per cui anche la Ferrari fatica di piΓΉ sul giro secco. Rossa che ha sofferto diversi problemi nella giornata di ieri e che, al contrario della storia scuderia britannica, non Γ¨ riuscita a ottimizzare il rendimento come avrebbe voluto con una sola ora di prove libere per studiare il setup.
MCL40: un posteriore non perfetto malgrado le modifiche al setup
Tornando alla McLaren analizziamo il bilanciamento: in questi due giorni, possiamo dire che Γ¨ stato buono ma di certo non perfetto. Anche nella seconda qualifica del fine settimana olandese, infatti, la MCL40 non Γ¨ apparsa impeccabile. In alcuni tratti, soprattutto alle basse velocitΓ , il posteriore sembrava perdere aderenza, costringendo i piloti a correggere dei piccoliΒ snap.
Andrea Stella ha affrontato l’argomento rivelando le azioni intraprese: βAbbiamo fatto vari cambiamenti Γ¨ prima della qualifica, con lβobiettivo di migliorare il grip nelle curve a bassa velocitΓ e ridurre lβimpegno sullβasse posteriore, in modo da migliorare non solo la performance, ma aiutare anche il degrado gommaβ. Lβhandling, insomma, non Γ¨ stato dei piΓΉ puliti.

Quello della Ferrari lo era sicuramente di piΓΉ, sebbene la SF-26 sia risultata alla fine piΓΉ lenta. Il limite principale della McLaren riguardava proprio lβasse posteriore, che tendeva a saturarsi in maniera eccessiva per poi perdere aderenza. Questo fenomeno si Γ¨ verificato nei tratti piΓΉ guidati. In quelli rapidi Γ¨ andata meglio, potendo contare sulla forte spinta derivante dal carico aerodinamico.
McLaren: occhio al degrado gomme in gara
Quello che intende Stella Γ¨ chiaro: il team ha cercato di spostare in avanti il bilanciamento meccanico, in modo da impegnare maggiormente l’asse anteriore (che ha risposto bene) per poter curare e preservare il posteriore. A questo si ricollega il discorso sul punto debole della vettura. GiΓ nella Sprint era emerso un degrado eccessivo con cui il team ha dovuto fare i conti.
Probabilmente, sulla lunga distanza, il posteriore subiva dei micro-scivolamenti che andavano a incrementare facilmente il degrado fisico degli pneumatici, piΓΉ che quello termico. In gara, il punto cruciale sarΓ in ogni caso preservare il retrotreno col passare dei giri. Ci si attende un consumo delle gomme molto elevato che, a detta di Stella,Β βpuΓ² valere fino a 1 decimo al giroβ.

Oltre a questo punto, senza dubbio, in McLaren hanno svolto un ottimo lavoro nell’interfaccia con gli ingegneri HPP di Mercedes presenti in pista. Sono riusciti a ottimizzare la rigenerazione e lβerogazione, arrivando a sfidare la super Mercedes su un piano dal quale, a inizio anno, apparivano molto lontani. Anche questo Γ¨ un gran punto a favore del team britannico.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz β NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Illustrazioni: Instagram > Zander_77