Lando Norris vince a Zandvoort con la McLaren MCL40 e rilancia la rincorsa al titolo mondiale F1 2026 contro la Mercedes. Nonostante le eccellenti performance aerodinamiche nelle curve veloci, il team di Woking deve ancora risolvere la carenza di grip a bassa velocitΓ . Il pacchetto di aggiornamenti atteso a Baku sarΓ il crocevia tecnico decisivo per annullare il gap e sognare l’iride.
Lando ci crede e fa bene
Norris si sta gradualmente ergendo a pretendente per il titolo mondiale, sebbene occupi attualmente la quarta posizione in classifica e il divario in termini di punti dalla vetta resti consistente: parliamo infatti di 83 lunghezze. Tuttavia, con il trionfo di Zandvoort, il britannico diventa lβunico pilota non Mercedes ad aver vinto piΓΉ di un Gran Premio in questa stagione do Formula 1 2026.
Per di piΓΉ c’Γ¨ un fatto importante: rispetto alla Ferrari, con all’attivo due vittorie (Barcelona con Hamilton e Silverstone con Leclerc) arrivate sfruttando problemi, errori o strategie, McLaren ha vinto in pista mostrando un passo superiore. Nel post-gara, Norris ha analizzato l’attuale stato di forma del team, tracciando la rotta necessaria per annullare definitivamente il gap dalla scuderia di Brackley.

Con grande pragmatismo, ha ammesso che la MCL40 non rappresenta ancora la vettura da battere in senso assoluto, poichΓ© i valori in campo variano fortemente in base alle caratteristiche di ogni tracciato. C’Γ¨ perΓ² la voglia di crederci, perchΓ© un mondiale di Formula 1 va sempre vissuto al massimo e la speranza di riagganciare Antonelli in classifica c’Γ¨.
McLaren: dove costruisce il proprio vantaggio
Proviamo a fotografato la situazione del scuderia di Woking con estrema chiarezza a livello tecnico, per capire dove la vettura britannica eccelle e fa pesare i suoi tratti distintivo. Le performance della MCL40 poggiano sulla straordinaria soliditΓ della vettura nelle curve veloci, dove ovviamente Γ¨ richiesto un’elevata spinta verticale per tenere incollata la vettura all’asfalto.
Caratteristica che permette alla monoposto di raggiungere velocitΓ di percorrenza davvero alte. Va detto che il progetto inglese Γ¨ nato proprio da questo fondamentale, alimentato dagli ultimi aggiornamenti che, sia a Budapest che a Zandvoort gli hanno fatto compiere un balzo in avanti davvero impressionante. Un lavoro ottimo svolto dal gruppo di lavoro capeggiato da Rob Marshall.

Un dato che sorprende, specie considerando che la McLaren vanta di gran lunga il passo piΓΉ corto dell’intera griglia. Avere un interasse ridotto si traduce nell’avere meno centimetri utili per lo sviluppo del fondo della monoposto; una condizione che di norma comporterebbe un leggero deficit nella generazione del carico, un ostacolo che gli ingegneri hanno saputo colmare magistralmente.
MCL40: cosa manca per migliorare
Per ambire costantemente alla vittoria, McLaren Γ¨ chiamata a compiere un ulteriore step decisivo: trovare il modo di incrementare il grip alle basse velocitΓ : “Abbiamo una macchina forte in certe aree, una di queste le curve rapide. Ma non Γ¨ come nel 2025 che avevamo una buona auto un po’ ovunque. Il margine che Mercedes vanta su di noi nel lento Γ¨ altrettanto incredibile“, racconta Norris.

Sotto questo aspetto il riferimento tecnico era la Ferrari, che perΓ² sta vedendo sfumare quel vantaggio in percorrenza che, di fatto, costituiva la base della sua competitivitΓ . McLaren lamenta una carenza di grip meccanico; per sopperirvi, la prassi imporrebbe di intervenire sui cinematismi delle sospensioni, ma parliamo di un equilibrio dinamico estremamente delicato.
Non basta cercare di ammorbidire la monoposto per generare aderenza, perchΓ© un simile intervento andrebbe a inficiare sulla generazione del carico aerodinamico. Parallelamente, non Γ¨ affatto da escludere che la radice del problema sia un buona parte anche di matrice aerodinamica. Ottimizzare l’ala anteriore ha rappresentato una criticitΓ per l’intero arco dell’anno.
Anche con la passata generazione di monoposto, il team aveva cercato di ottimizzare il disegno delleΒ front wingΒ per estrarre maggiore carico alle basse velocitΓ . L’ostacolo intrinseco risiede nella continua ricerca del compromesso tra le performance nel veloce e l’efficienza nel lento. Una questione che pare non sia ancora risolta dal team dopo vari update proprio a questo elemento.

Norris ha infine chiuso la sua analisi con una candida ammissione: “Al momento non ho la macchina per lottare per il mondiale, ma le le cose potrebbero presto cambiare“. Le aspettative sono tutte rivolte al pacchetto di aggiornamenti previsto per Baku. Update che dovrebbe intervenire proprio su questo fronte; in caso contrario, le ambizioni iridate diventeranno inevitabilmente un miraggio troppo lontano.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz β NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Illustrazioni: Instagram >Β Zander_77