Il sistema di concessioni ADUO rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol per la FIA, innescando in F1 un pesante paradosso tecnico e politico. I rigidi parametri legati all’endotermico permetteranno infatti a Mercedes, giΓ dotata del miglior pacchetto totale, di evolvere ulteriormente la propria PU a discapito di Red Bull. Una falla che promette scintille tra i top team giΓ a partire dal prossimo fine settimana a Barcellona.
F1, come funziona l’ADUO: la deroga a scaglioni
C’Γ¨ una questione tecnica decisamente spinosa che gravita attorno all’ADUO. Il meccanismo si basa sull’assegnazione di deroghe specifiche per consentire ai motoristi in ritardo di intervenire su diverse aree della power unit e recuperare terreno. Γ fondamentale precisare fin da subito che non ci troviamo di fronte a unΒ Balance of PerformanceΒ (BoP), ma a un vero e proprio sistema di concessioni mirate per ricucire il gap.
La FIA ha strutturato la valutazione su cinque scaglioni di deficit prestazionale: dalΒ 2 al 4%, dalΒ 4 al 6%, dalΒ 6 all’8%, dall’8 al 10%Β eΒ oltre il 10%. Maggiore Γ¨ lo svantaggio accusato, piΓΉ ampie diventano le libertΓ di riprogettazione del layout dell’endotermico e del sistema ibrido per le scuderie.

Il parametro di giudizio Γ¨ l’ICE Performance Index, un calcolo matematico basato sulla coppia all’albero di ingresso, sui regimi di rotazione e sulla ponderazione della sensibilitΓ della potenza in relazione al tempo sul giro. L’organo legislativo ha deciso di acquisire esclusivamente i dati reali raccolti in pista, senza applicare alcuna correzione metodologica compensativa per l’aerodinamica esterna o per le temperature dei fluidi.
Il paradosso Mercedes: la miglior power unit accede agli sviluppi
All’interno di questo quadro normativo, tuttavia, si innesca una dinamica tanto logica sulla carta quanto indigesta nella realtΓ . Il caso emblematico riguarda la Mercedes: pur avendo ampiamente dimostrato di possedere un propulsore eccezionale, complessivamente il migliore del lotto, il team di Brackley potrΓ comunque accedere al primo scaglione di sviluppo dell’ADUO.
Da ormai tre mesi osserviamo le straordinarie capacitΓ diΒ harvestingΒ eΒ deploymentΒ dell’unitΓ tedesca. Grazie ai quasi 500 cavalli generati dal recupero energetico e all’ottimizzazione delle fasi di carica e scarica della batteria, la Mercedes fa una differenza abissale sul giro. Tuttavia, secondo il rigido calcolo matematico della FIA, la componente termica (ICE) anglo-tedesca Γ¨ inferiore a quella montata sulle Red Bull.

Le due RB22 vantano il motore a combustione interna piΓΉ performante, ma il pacchetto ibrido spinge in vetta la power unit Mercedes nel computo totale. Il cortocircuito normativo Γ¨ servito: chi ha il propulsore globalmente piΓΉ forte godrΓ delle concessioni per migliorarsi ancora, mentre la Red Bull ne resterΓ esclusa. Un esito profondamente iniquo che Γ¨ destinato a sollevare un polverone.
Le tempeste in arrivo a Barcellona e le lacune della FIA
GiΓ a partire dalla conferenza stampa del Gran Premio di Barcellona c’Γ¨ da aspettarsi che gli animi si scaldino all’interno delle varie fazioni. Da un lato ci sarΓ una Red Bull scontenta, bloccata negli sviluppi mentre vede i rivali diretti potenziarsi. Dall’altro c’Γ¨ la Ferrari, rientrata nello scaglione del 4-6%: per i tecnici di Maranello non sarΓ piacevole faticare per chiudere il divario su un motore, quello Mercedes, che avrΓ per di piΓΉ la licenza di evolversi ulteriormente.
Ma quello che fa storcere maggiormente il naso Γ¨ laΒ ratioΒ politica dietro alle scelte della Federazione. Se la FIA ha partorito questo specifico sistema di valutazione Γ¨ per il terrore di essere raggirata: l’ansia era che le squadre, manipolando l’erogazione di potenza tramite complessi software, potessero mascherare le prestazioni reali in pista per garantirsi ore di sviluppo ADUO senza meritarle.

Questa paura di non saper scovare possibili bari ha generato un “no sense” regolamentare, permettendo al motore di riferimento di affinarsi ulteriormente. Le domande sorgono spontanee: era davvero impossibile far rispettare le regole tecniche? Non sarebbe stato piΓΉ logico e corretto investire risorse per studiare strumenti di controllo capaci di stroncare sul nascere questi eventualiΒ escamotage?
Ancora una volta, la FIA sembra aver imboccato la via piΓΉ facile. Di fronte a un investimento di tempo, studio e competenze ritenuto troppo gravoso da gestire, l’organo legislativo ha partorito una soluzione approssimativa. Un copione purtroppo giΓ visto diverse volte nell’ultimo decennio e che, come diventerΓ evidente nei prossimi giorni, finirΓ per scatenare polemiche ampiamente evitabili.
Autore:Β Β Zander Arcari β @berrageizΒ Β
Immagini: Mercedes