Il diavolo si nasconde nei particolar anche in F1. E quando Vasseur, team principal Ferrari, nel rovente dopo gara olandese se ne è uscito fuori con la frase “nessun problema, c’è stato solo un malinteso” relativo alle polemiche incrociate fra i suoi due alfieri, tradotto dal manuale degli addetti stampa significa: “C’è davvero un grande casino”.
Un disordine organizzato che non fa bene alla Ferrari
Se si guardano alcuni scatti che immortalavano i vertici del muretto Ferrari pochi minuti dopo la gara, si intuiva che ci fosse non poca maretta. Un team, due “sotto team” (quelli dei piloti) che sembravano intenti a non scambiarsi baci Perugina. Insomma, resta sempre questo fastidioso e amaro retrogusto di sconfitta, di avere lati eccellenti e lati mediocri, di non riuscire mai a fare tutte le cose per bene.
Ecco, non è così che si vincono i mondiali. A meno che tu non abbia una monoposto ultra performante rispetto al resto della truppa. Ma anche lì, rischi comunque figuracce. Primo elemento che vorrei sottolineare. E poi, dovremmo discutere di un altro punto a mio parere non secondario. La leadership di Vasseur. In questi anni, fra alti e bassi, ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza.

Dal punto di vista tecnico possiamo dire che la scuderia è sicuramente cresciuta. Resta l’ombra gigantesca di avere una power unit non normodotata, ma lasciamo perdere. Dal punto di vista meccanico, telaistico e aerodinamico, il team ha sicuramente lavorato bene con i nuovi regolamenti e, udite udite, gli aggiornamenti funzionano.
Vasseur parla sempre di esecuzione, ma poi?
Ma dal punto di vista del lavoro in pista, e non solo, a mio parere c’è ancora davvero tanto da fare. Qualcuno mi dirà che se la coperta è corta (la cavalleria mancante) non è che ci sia chissà quale genio strategico da mettere in campo. E anche questa è una verità. Tuttavia, quando si arriva nel Q3 e, spesso, si prendono decisioni che si rivelano errate ( l’opposto di ciò che il buon senso consiglierebbe).
Oppure si ricominciano a fare pit mediamente più lenti della concorrenza. Oppure si reagisce con forse eccessiva prudenza alle mosse altrui… ecco… ti viene il dubbio che per fare il vero salto di qualità serva anche una catena di comando più matura e agile, che non vanifichi il lavoro fatto in fabbrica. Non nelle persone in se, ma nel far funzionare un metodo studiato e positivo.

Una prova fondamentale per capire come stanno effettivamente le cose, l’avremo con l’arrivo di questo motore endotermico evoluto grazie alla seconda deroga della FIA: ADUO parte seconda. Se la SF-26 farà il salto di qualità fra qualifica e gara, allora vedremo se il muretto era impiccato o se, non era, o non è semplicemente all’altezza del blasone e della sfida.
Vedete, ogni tanto l’incubo di Monaco 2022 ritorna. E non è affatto piacevole. Talvolta si ha anche la fastidiosa sensazione che il muretto del Cavallino Rampante si senta più bravo degli altri (i fatti lo smentiscono ad ora) e che poi, una volta fatta la frittata, si usi la classica scusa del “senno di poi”, che regge sino ad un certo punto. Anzi, non regge proprio più.
Ferrari: il team spreca un weekend molto favorevole
Norris: 50 e lode. Insomma, la Mclaren è tornata con tanti aggiornamento, ma Lando è il valore aggiunto. Condotta di gara costante e velocissima. Fine settimana da incorniciare.
McLaren: Stella.
Wolff: autorevolezza. Esimio dottor Vasseur, curato di campagna, prego, studiare la leadership dal suo amicone…
Vasseur: vedi sopra
Hamilton: 7 1/2. Alla fine doveva azzannare subito Russell. Non ci è riuscito.
Leclerc: 7 1/2. Uno dei pochi che riesce a superare anche a Zandvoort

Hamilton vs Leclerc: Help. Se questi due si azzannano così per un quarto/quinto posto, non oso immaginare cosa potrebbe accadere per una lotta in testa al GP. Urge trovare la quadra.
Ferrari SF 26: Vorrei ma non posso. Come da ormai atavica tradizione in salsa maranelliana.
Muretto Ferrari: o muletto?
Antonelli: studiare da campione del Mondo Non c’è altro da aggiungere.
Russell: Culo!O ce l’hai, o non ce l’hai. A questo giro, tanto.

Verstappen: che botta. La sua Red Bull su circuiti “guidati” non ne vuole proprio sapere di stare in pista. E anche lui, ogni tanto, sbaglia. Ma, almeno, avrà 100 milioni di motivi per non essere troppo arrabbiato.
VSC lampo per detriti che c’erano già da due giri: Davvero?
Alonso: Highlander.
Eterno. Ne resterà soltanto uno? Cioè lui?
Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi